Palabras

Regia: Corso Salani
Sceneggiatura: Corso Salani; Monica Rametta
Interpreti: Paloma Calle; Corso Salani; Maria Jesus Casanova; Susana Tello; Monica Rametta; Alessandro Mizzi
Montaggio: Sebastiano Bazzini
Origine: Italia 2003
Durata: 92'
Sito: www.pablofilm.it



Adela è nata a Madrid, ma vive a Santiago del Cile. Durante un fine settimana trascorso tra la consueta partita di hockey, una giornata al mare ed una nuotata in piscina, racconta a Natalia e Susana, le sue più care amiche, la storia d'amore con Alberto, un ingegnere italiano conosciuto un anno prima ad Antuco, un paesino delle Ande cilene. Fin dal primo incontro, dietro il disprezzo di Adela per Alberto, incaricato di progettare e dare il via ai lavori per la costruzione di una diga alla quale si oppone l'organizzazione ambientalista per la quale lei lavora, traspare una forte attrazione reciproca che si trasforma ben presto in amore. Attraverso una struttura a flashback, indotta dalle chiacchiere delle tre amiche, entriamo nella quotidianità di Adela e Alberto ma assistiamo anche alla lenta ed inesorabile fine del rapporto tra Flavia e Mario, logorato dai fallimenti lavorativi ma, soprattutto, dalla mancanza di stimoli. Esiste una conformità tra l'epilogo di queste due relazioni e la rinuncia alle proprie aspirazioni; la costruzione della diga, ennesima ferita inflitta alla natura, costituisce una sconfitta personale per Adela, esattamente come il desiderio di Alberto di tornare alla propria vita, il suo egoismo, distruggono i sogni di un futuro insieme. Adela e Alberto sono soltanto due pedine, anime che si sono incontrate per un breve attimo, per poi perdersi lasciando dietro una scia di nostalgia e amarezza.
Il cinema di Salani è delicato, tanto discreto da sembrare superficiale, eppure con il suo stile semidocumentaristico e minimalista scava dentro i sentimenti riuscendo a raggiungere quello che c'è oltre, dietro le nostre maschere.
Come per "Occidente", anche "Palabras" è un intreccio di lingue, i protagonisti parlano soprattutto in spagnolo, sottotitolato, ma qui purtroppo la sceneggiatura non funziona, s'inceppa, la costruzione a flashback diventa irritante e soltanto la scena del ballo, con gli sguardi che si sostituiscono alle parole, solleva una seconda parte piuttosto noiosa.
"Tutto è finito come doveva finire, dei sentimenti, dei giorni, delle notti, non restano altro che ricordi e palabras"

Anna Lai