PARIS DABAR

Regia: Paolo Angelini
Sceneggiatura: Paolo Angelini, Guido Cristini, Osvaldo Caracciolo, Barbara Serofilli
Cast: Guido Cristini, Gabriella Sportelli, Letizia Caciagli, Osvaldo Caracciolo, Michele Zaniboni, Michele Vietri, Mario Gatti, Roberto Bozzetti, Antonio Roma, Leonardo Picellier
Fotografia: Cristian Alberini, Michele Consolo
Montaggio: Michele D'attanasio
Distribuzione: Orango film s.a.s.
Produzione: Pidgin
Produttore: Andrea Gropplero
Origine: Italia, 2003

Durata:89'


Paris Dabar come Paris Dakar…Ma scordatevi pure la Torre Eiffel, il deserto e le corse con la jeep. Dabar non è il nome di una fantomatica località da raggiungere ma sta per da bar (a bar). Eh sì, si tratta sempre di una gara ma non ci sono le quattro ruote: ci si sposta da una bar all'altro della città di Bologna, più precisamente nel quartiere popolare del Pratello, dopo aver chiaramente bevuto un bicchiere di vino o di birra ad ogni fermata. Vince chi riesce ad arrivare alla fine sbronzo ma non "cotto". Non è uno scherzo, questo è il film di Paolo Angelini. Un film folle, stralunato, delirante, talmente fuori di testa da risultare divertente ed imperdibile.
Sembra la parodia di Radio freccia di Ligabue: anche qui c'è un barista, Osvaldo, che sembra Guccini e che è l'organizzatore della gara alcolica, anche qui c'è uno speaker radiofonico, Michele, che è meno politically correct di Luciano Federico, anche qui c'è un Radiofreccia, anzi a dir la verità ce ne sono molti!, decisamente più veri di quel patetico fantoccio imbalsamato di Stefano Accorsi. Qui in più ci sono un transone di nome Luna che, all'insaputa dei concorrenti, rappresenta il premio finale (!!!), una coppia, Letizia e Rama, che quando sono sobri si menano e quando sono ubriachi si amano, un pompiere infortunato, Zani, che, pur di partecipare, si ubriaca da solo a casa (!!!), e tanti altri, come Trippo, Pappa, Gabriella, Mario, tutti veramente decisi a vincere ma soprattutto a bere!!!, e tanta ma proprio tanta ironia!
Un film da non perdere per l'anomalo posto che si vuole coraggiosamente ritagliare nel cinema italiano (una sorta di docufiction indecifrabile ed incatalogabile!), per la dimensione puramente regionale e squisitamente urbana che rappresenta (un film che poteva essere girato solo a Bologna!), per la completa follia in cui sguazza (gli attori in parte professionisti in parte non alla fine sono tutti ubriachi ma ubriachi sul serio!, non fingono!!!). Alla faccia degli astemi, dei finti perbenisti e dei parrucconi cinefili!

Prima esce solo a Bologna in concomitanza con una serie di concerti trasmessi proprio dall'emittente radiofonica del film, Radio K centrale, e di appuntamenti quotidiani con aperitivo e musica nei bar del quartiere del Pratello!!!, e poi anche a Roma e Milano.

Marco Catola