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PARTY MONSTER Regia: Fenton
Bailey e Randy Barbato
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| La
vera storia di Michael Alig, il promotore di eventi di New York che fu spesso
paragonato ad Andy Warhol e che contribuì a reinventare la vita notturna
della Grande Mela nei primi anni '90. La sua morbosa amicizia con James
St. James, che lo introduce nel mondo alternativo delle discoteche, in cui
ogni eccesso è lecito e la droga scorre a fiumi. La sua scalata al
successo a capo dei Club Kids, ragazzi che si inventano nuove favolose identità
e movimentano le notti newyorkesi. La sua repentina caduta dopo l'uccisione
di uno spacciatore. La storia di Michael Alig non è nuova ai cineasti Fenton Bailey e Randy Barbato. "Party Monster" si basa sul loro omonimo documentario che fu presentato al Festival di Sundance, si aggiudicò un Emmy e vari premi in altri festival. In seguito i due registi convinsero James St. James a scrivere un libro basato sulle sue esperienze con Michael ("Disco Blood Bath") da cui nasce questo film. Nel narrare le vicende del giovane Alig, Bailey e Barbato scelgono di rappresentarlo come una figura carismatica, pur nella sua complessità. Un bambino che si rifiuta di crescere, un novello Peter Pan che si circonda dei suoi Ragazzi Perduti. Ma il successo dura poco se dà alla testa e New York non è l'Isola che non c'è. Nell'ebbrezza che viene data dalla droga facile, è semplice perdere di vista la realtà e far crollare tutto. Con uno stile accattivante da video clip, il film scorre veloce riuscendo a coinvolgere lo spettatore nel clima di allegra frenesia e di amara disillusione che caratterizza la vicenda. Accanto all'ex bambino prodigio Macaulay Culkin che torna sugli schermi dopo nove anni di assenza e dopo difficili vicende personali che rendono la sua interpretazione particolarmente credibile, troviamo Seth Green, già visto in "Austin Powers" e "Rat Race", e la giovane musa del cinema indipendente Chlöe Sevigny, mentre la rock star Marilyn Manson si ritaglia il ruolo di una sfortunata diva delle discoteche. Il film ha partecipato al Festival di Berlino 2003 e ha inaugurato il diciannovesimo Festival Internazionale di Film con tematiche omosessuali di Torino. Simona Ottavo
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