PASSATO PROSSIMO

Regia: Maria Sole Tognazzi
Sceneggiatura: Daniele Prato, Maria Sole Tognazzi
Fotografia: Giulio Pietromarchi
Montaggio: Walter Fasano, Pierluigi Leonardi
Musiche: Andrea Guerra
Scenografia: Enzo De Camillis
Costumi: Francesca Casciello
Cast: Paola Cortellesi, Valentina Cervi, Claudio Santamaria, Ignazio Oliva, Gianmarco Tognazzi, Claudio Goè, Alessia Barela, Francesca Figus, Pierfrancesco Favino
Origine: Italia, 2003

Durata: 90'



A volte il passato è così prossimo da sfumare nel presente e confondersi nel futuro.
E' un po' quello che succede ai cinque protagonisti di "Passato prossimo", primo film di Maria Sole Tognazzi, figlia d'arte. Cinque compagni di scuola, alla soglia dei trent'anni, si ritrovano per un weekend in una villa sui colli laziali, scenario che accende nella loro memoria il ricordo di bei momenti trascorsi insieme. E' una festa dal retrogusto amaro, però: la casa sta per essere venduta. Fine di un'epoca? Sì, e occasione per giocare a tirare il bilancio della propria vita. E ciascuno ha i suoi problemi, i suoi dolori, le fratture da superare. Claudia, l'ancora per poco padrona di casa, non riesce a dimenticare Edoardo, nonostante abbia un nuovo fidanzato. E lui, Edoardo, vive nell'attesa di una telefonata, desideroso di spiccare il volo verso una luminosa carriera d'attore. Stesso sogno di Andrea, che dorme con Gianmaria e lo prende in giro per i suoi dubbi sull'omosessualità. E infine c'è Carola, che cerca conforto nelle coccole del cagnolino Filippo, grazie al quale conosce un veterinario di nome… Filippo!
"Passato prossimo" è un intreccio di destini e di storie, di sguardi e di parole. Un film senza una narrazione forte, senza eventi capaci di attirare prepotentemente l'attenzione. Il minimalismo narrativo cerca una compensazione nella recitazione, con gli attori che cercano di dare il meglio di loro stessi, anche se non sempre ci riescono. L'intenzione di creare una pellicola intimista si infrange contro l'eccesso di verbosità, contro una struttura narrativa tutta centrata sui dialoghi, contro la piattezza delle immagini. E' un po' la solita storia dei trentenni con la sindrome di Peter Pan, bambini che non vogliono crescere e che però cercano anche di superarla, questa crisi. L'happy end è dietro l'angolo, simboleggiato da una sequenza forse eccessiva, quella degli accoppiamenti contemporanei di tutti i protagonisti in stanze diverse della casa. Segno di cambiamento, di superamento dei propri dubbi, delle crisi? Le trasformazioni dell'anima sono invisibili, si nascondono dietro un'apparente stasi, dentro la coscienza di ciascuno dei protagonisti.
"Passato prossimo" è una commedia nello stesso tempo dolce e amara, mette in scena il passaggio tra una stagione e l'altra della vita, la paura di staccarsi dagli orizzonti più conosciuti e amati, il desiderio di tuffarsi in un nuovo mare. Nonostante questo, il film è come bloccato, piacevole ma un po' troppo scontato sia nel racconto che nei contenuti.

Stefano