PESCI COMBATTENTI

Regia: Andrea D'Ambrosia e Daniele Di Blasio
Cast: attori non professionisti, professori e studenti di Barra
Origine: Italia, 2002
Durata: 75'

Sito: www.luckyred.it/pesci

 

Sulla scia del francese Etre et avoir, vincitore allo European Film Festival 2002 come miglior documentario, ecco un reportage italiano girato con pochi mezzi ma con grandi idee da due registi giovanissimi (forse fanno 50 anni in due!), che con telecamera a mano seguono le lezioni di una particolare scuola di recupero nel quartiere Barra alla periferia di Napoli. Rifacendosi al progetto "Chance", che ha lo scopo di riportare sui banchi di scuola tutti quei giovani che si sono "persi" per strada, vuoi perché allontanati per cattiva condotta, vuoi per mancanza di volontà, vuoi per assenza di una famiglia che li segue. Una sorta di "Io speriamo che me la cavo" ma senza Villaggio e la Wertmuller (per fortuna!) e soprattutto molto più vero. Un gruppo di scugnizzi, a volte diligenti, a volte scalmanati, alle prese con l'indesiderato impegno scolastico. Quattro professoresse che, con una pazienza ammirevole (ed incredibile!), seguono questi outsiders "perduti" cercando di iniziarli alla scuola e più in generale alla vita. Non ci sono voti ma solo Sì e No, assegnati a chi si comporta bene e segue le lezioni. 10.000 lire alla settimana a ciascuno studente, per una volta la scuola paga gli studenti e non il contrario! Decisamente un'operazione riuscita che coniuga sano divertimento (la spontaneità, la solarità, l'innato ottimismo, le battute e le canzoni dei ragazzi napoletani) e profonde riflessioni sulla condizione attuale dell'istruzione e della cultura nel Sud (a Napoli nel 2001 erano circa 6000 i ragazzi "sfuggiti" alla scuola dell'obbligo!).

Marco Catola

Intervista a Daniele Di Biasio e Andrea D'Ambrosio

Come nasce il progetto Chance?
E' un progetto nato nel 1995 a cura del Ministero della Pubblica Istruzione. Inizialmente è stato attuato a Napoli, nelle zone di Barra, Quartieri Spagnoli e Soccavo, ma di recente sono nati progetti analoghi in altre città del Nord. I ragazzi che partecipano vengono scelti in base ad una selezione, ci deve essere accordo tra le famiglie e gli insegnanti.

Il denaro è l'elemento principale che spinge i ragazzi a partecipare?
I ragazzi danno valore al denaro soprattutto perché è denaro pulito. Ricordiamo che vivono in zone dove dilaga la malavita e la droga. Inoltre il fatto che lo ricevano da insegnanti che stimano molto, li rende orgogliosi.

L'esperimento è riuscito?
Alcuni ragazzi riescono effettivamente ad inserirsi nella società, è un successo anche se ci riesce solo uno. Il secondo anno vengono già avviati professionalmente e nel terzo entrano nel mondo del lavoro.

Qual è lo scopo del film?
Volevamo testimoniare l'esistenza del progetto, ma anche raccontare la storia di questi ragazzi così particolari, forti ed ironici.

Come siete entrati in contatto col progetto?
Abbiamo letto un libro sull'argomento e siamo andati sul luogo per documentarci. Siamo arrivati nella scuola prima dei ragazzi che ci hanno considerato da subito parte integrante del progetto, tanto da chiamare anche noi "professori".

I ragazzi erano inibiti dalla telecamera?
No, anzi , non ci facevano neanche caso. In alcuni momenti, poi, si esaltavano e allora la spegnevamo.

Voi cosa avete imparato da questa esperienza?
Moltissimo. Questi ragazzi sono vivi e vogliono dimostrarlo. Possiedono una "disperata vitalità", come diceva Pasolini. E poi ci ha colpito la dedizione degli insegnanti. Ad una di essi è stato offerto il trasferimento in una scuola del Vomero, dove vive, ma lei ha rifiutato. Per loro è come una missione.

I ragazzi hanno visto il film?
Sì, e ne sono stati contentissimi. Ovviamente quelli che appaiono di più sono rimasti più soddisfatti.
Ci hanno detto "Questo film è nostro".

Simona Ottavo