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In una comunità
alla periferia di Roma, la Comunità Ismaele, s'intrecciano le storie
dei disabili che vi sono ospitati e degli obiettori di coscienza incaricati
di fornirgli assistenza. Alcuni hanno già esperienza nel volontariato
e sanno come muoversi, Matteo invece è capitato lì per caso,
la sua prima reazione è di rifiuto verso le pesanti responsabilità
che derivano dell'assistere persone che dipendono dagli altri in tutto,
ma poi viene completamente coinvolto dallo spirito di collaborazione che
anima la comunità.
I ragazzi che prestano assistenza nella comunità sono, contrariamente
a quanto ci mostra sempre più frequentemente il cinema, determinati
e coraggiosi, sanno quello che vogliono e anche se alla fine non riescono
ad ottenerlo, non si tirano indietro davanti alle responsabilità.
I veri protagonisti sono però i disabili: Renato un delinquente
che un incidente ha reso tetraplegico senza però mutarne la forza
di carattere, Beatrice, bella e determinata, che conquista e spezza il
cuore di Matteo, Lela con i suoi muti occhi verdi e il suo sorriso innocente,
e il simpatico Franco, il "grande" Franchino che ogni notte,
rotolando giù dal letto, sveglia l'intera comunità con un
rumore simile a quello provocato da una "pioggia di mucche".
Nessuno di loro aderisce allo stereotipo del disabile bravo ed infelice
oppure arrabbiato con il mondo, al contrario i personaggi che popolano
la comunità non sembrano segnati dal loro handicap, hanno preoccupazioni
e caratteristiche comuni a tutti noi e vivono l'amore e la sessualità
con grande semplicità. Il film non esprime giudizi sui comportamenti
e non ha la presunzione di stabilire metodologie ma cerca, spesso attraverso
il sorriso, di scavalcare la condizione d'emarginazione nella quale si
vengono spesso a trovare i disabili, mostrandoci semplicemente delle persone
che sanno divertirsi e amare. La sceneggiatura di Piovono mucche, Premio
Solinas nel 1996, nasce dall'esperienza dell'anno di servizio civile del
regista Luca Vendruscolo nella Comunità Capodarco di Roma, nella
quale si sono anche svolte le riprese, con la partecipazione, accanto
agli attori, di alcuni dei disabili ospiti della comunità.
Anna Lai
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