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Pollock
Regia: Ed
Harris
Cast: Ed Harris, Marcia Gay Harden, Tom Bower, Jennifer Connelly, Bud
Corl
Sceneggiatura: Barbara Turner, Susan J. Emshwiller
Fotografia: Lisa Rinzler
Montaggio: Kathryn Himoff
Produzione: Fred Berner, John Kilik, James Trezza, Cecilia Kate Roque
Distribuzione: Columbia
Origine: Usa, 2000
Durata: 118'
Sito: www.columbiatristar/cinema/pollock/
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Anni '40
e '50. Stati Uniti. Pollock vive in questa città, dove sperimenta
un nuovo modo di fare arte, un nuovo stile pittorico, quello del "dripping":
sulla tela distesa sul pavimento, egli fa sgocciolare il colore fino a
coprire l'intera superficie. Il "pauvre Picasso", così
verrà definito dai critici francesi, si sposa con Lee Krasner,
una giovane pittrice, che lo inciterà a continuare a coltivare
il proprio amore per l'arte fino a divenirne famoso. Pollock non ama le
critiche, si dispera quando le sue opere non vengono capite dai suoi contestatori,
fino a rifugiarsi nell'alcool. La sua arte non la cancella, per lui è
sacra e darebbe tutto per essa. La sua ispirazione artistica nasce sempre
dall'inconscio; i suoi quadri sono "come guardare un prato fiorito
senza cercare un significato". Tali sono le sue tele: originali ed
inimitabili; la sua arte è vita. Divenuto ormai noto in tutto il
mondo, non si sente mai soddisfatto e continua a condurre una lotta interiore
fra necessità di esprimersi e volontà di astrarsi dall'esistenza.
E non si sa se sia stata la morte a impedirgli di continuare a dipingere,
o la pittura a impedirgli di continuare a vivere.
Con un ritardo di tre anni, esce "Pollock", debutto cinematografico
come regista di Ed Harris, qui anche produttore e protagonista, che ha
lavorato per dieci anni a questo progetto, ottenendo per il ruolo una
candidatura all'Oscar. Ma la statuetta è stata vinta da Marcia
Gay Harden, vista già in "Frankie e Ben (2001)", che
qui interpreta la moglie di Jackson. Il film, tratto dal libro "Jason
Pollock: An American Saga" di Steven Naifeh e Gregory White Smith,
racconta la biografia di un uomo straordinario, un artista che da invisibile
è divenuto "imperituro". La pellicola, presentata al
Festival di Venezia, celebra la vita di questo grande e astrattista pittore
americano del novecento, che viene ritratto dal regista il più
fedelmente possibile, tanto da portarlo proprio a dipingere i quadri,
per cercare, così, di capire emotivamente cosa significa essere
un pittore rivoluzionario a quei tempi. Ed Harris ed anche tutto il cast
ha contribuito, lavorando in modo sodo, a darne un'interpretazione alquanto
onesta e sincera. "Pollock" risulta un grande film sull'arte
che mostra i lavori di questo artista "maledetto", l' uso particolare
che faceva dei colori e del pennello che soleva non fargli toccare mai
la tela; e le immagini, la fotografia sottolineano emozioni naturali,
tensioni inconsce e significati specifici, ineguagliabili e profondi.
Pollock non ha avuto allievi, ma epigoni, non continuatori, ma imitatori.
L'unico suo erede è stato lui stesso e Harris non fa altro che
rammentarlo.
Grazia Monteleone
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