PRENDIMI L'ANIMA

Regia: Roberto Faenza
Interpreti: Craig Ferguson, Iain Glen, Emilia Fox, Caroline Ducey, Jane Alexander
Sceneggiatura: Roberto Faenza, Gianni Arduini, Alessandro Defilippi, Giampiero Rigosi, Hugh Fleetwood, Elda Ferri
Montaggio: Massimo Fiocchi
Origine: Italia, 2002
Durata: 1h e 38'
Sito: www.medusa.it


Una giovane studiosa parigina, lontana parente di Sabina Spielrein (una giovane ebrea di origine russa che fu la prima paziente e amante di Jung), animata dal desiderio di ricomporre il suo ritratto e restituire piena dignità a questa donna misconosciuta, ritrova negli archivi dell'ex-URSS il suo diario. Aiutata da uno studioso storico inglese, i due cercano di ricostruire il tormentato rapporto di Sabina con Jung e soprattutto gli anni successivi, quando psichiatra lei stessa, torna nella Russia rivoluzionaria. Qui Sabina apre un asilo gestito con criteri molto avanzati, l'Asilo Bianco, poi chiuso brutalmente da Stalin anche se tra i suoi allievi figurava, sotto falso nome, suo figlio. Uccisa nel '42 per mano degli occupanti nazisti insieme ad altri ebrei nella sinagoga di Rostov, questa donna, che la scienza della psicanalisi ha volutamente dimenticato, rimane, tuttavia, imperitura ed un "essere umano" straordinario che ha amato e contribuito in modo rilevante alle teorie dello stesso Sigmund Freud.
Solo nel 1977, in seguito al ritrovamento nelle cantine del Palais Wilson di Ginevra da parte dello psicanalista Aldo Carotenuto di un carteggio segreto tra Jung, Freud e la Spielrein, costituito da lettere e parti del diario segreto della donna, è cominciata una lunga ricerca della verità su Sabina da parte di studiosi, psicanalisti saggisti (sono stati tratti, infatti, testi teatrali, messi in scena con successo a Broadway e Londra, romanzi). Nel 1980 uscì il saggio di Carotenuto "Diario di una segreta simmetria", edito da Astrolabio, prima da Bompiani, sulla vicenda amorosa di Sabina; e 23 anni dopo il regista torinese, Roberto Faenza, affascinato dal libro, ricostruisce la tragica vicenda, cercando di far luce su Sabina Spielrein, lungamente dimenticata dalle istituzioni e dalla scienza. Nelle lettere che i due analisti, Freud e Jung, si scambiarono e tra le pagine del diario si rivela la passione della giovane donna per il proprio medico, che sperimentò su di lei il metodo freudiano, e il timore di uno scandalo che il maestro suggerì di soffocare. Faenza (Marianna Ucria, 1997; L'amante perduto, 1999) nel suo film Prendimi l'anima continua a ispirarsi alla letteratura, perché come lui stesso dice " nessuno scrive meglio degli scrittori" e si rivolge a loro "per trovare i compagni di viaggio di storie appassionanti". Dopo tre anni di silenzio gira, così un film elegante, ben costruito, poco inventivo, ma stravolgendo ogni cosa e rendendo sensuale ed erotica la relazione tra i due. Inoltre si reca in Russia per documentarsi sulla vita della Spielrein; rintraccia anche l'ultimo superstite, oggi di 84 anni, figlio di Vera Schmidt, tra i bambini che frequentarono l'Asilo Bianco, fondato nel 1923 dalla Spielrein e la stessa Schmidt e chiuso da Stalin con la falsa accusa di praticare perversioni sessuali sui bambini. Faenza ha riversato in Predimi l'anima la sua testimonianza, suscitando numerose polemiche da parte dello stesso Carotenuto circa la paternità della storia. L'intento è quello di mettere in luce la vita di Sabina dopo la sua guarigione a "Burghölzlì" (l'ospedale psichiatrico di Zurigo dove lavoravano Jung e Freud), il ritorno in Russia, il coraggio ad essersi scontrata con lo Stalinismo e il Nazismo. E tra licenze storiche e poetiche è riuscito a far conoscere Sabina a tutti: il suo amore, la sua forza, il suo fascino. L'attore Iain Glen, che dal teatro è passato al cinema, interpreta Carl Jung magistralmente e la stessa attrice Emilia Fox, che ha interpretato Dorotha ne Il pianista di Polanski, dà ora corpo e volto a un personaggio reale in modo impeccabile.

Grazia Monteleone