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QUANTO E' DIFFICILE ESSERE TEENAGER Titolo originale:
Confessions of a teenage drama queen
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risiamo. La Buenavista comincia a far uscire i suoi fondi di magazzino.
L'anno scorso era cominciato tutto (il disastro!) con il terribile "Holes"
e quest'anno tocca a "Quanto è difficile essere teenager"
inaugurare la brutta stagione calda. Che dire? E' un film della Disney e
questo basterebbe a spiegare tutto
Peraltro il titolo italiano è
più fuorviante del solito: non c'è nessuna difficoltà
ad essere teenager nel film, semmai a trasferirsi dalla luccicante e strabiliante
New York al provinciale e gretto New Jersey(di cui non v'è però
traccia visto che il film è stato girato interamente in Canada e
a New York!). E' questa la problematica più assillante per la giovane
Lola, oltre scegliere l'abbigliamento giusto per la giornata (si cambierà
circa 100 volte in tutto il film!), andare all'ultimo concerto del mitico
gruppo dei Sid Arthur (prossimo allo scioglimento come i Take that e la
miriadi di cloni musicali che li hanno seguiti!), competere con la strafica
della scuola (stranamente nel 2000 è mora, di origini italiane e
si chiama Carla Santini!), vincere l'audizione per essere Eliza nella recita
scolastica del "Pigmalione" (riveduto e corretto in chiave moderna
e in stile musical hip hop!) e chiaramente dispensare qua e là perle
di saggezza alla faccia di adulti insinceri e flebilmente "corrotti". Tratto dal romanzo che dà il titolo originale al film, "Confessions of a teenage drama queen", "Quanto è difficile essere una teenager" è uno sgangheratissimo film per ragazzi che non va oltre le aspettative (sono lontanissimi i tempi di "16 candles" o "Bella in rosa"!), colorato come un cartone animato, tecnologico come un videogame, con una colonna sonora che farebbe impallidire pure le Wilson Phillips (alcune canzoni sono cantate dall'attore Adam Garcia che nel film interpreta Stu, il leader dei Sid Arthur!) e si regge tutto sugli occhioni verde acqua della sua giovane protagonista, Lindsay Lohan, un incrocio tra Jodie Foster e Britney Spears, già vista in "Freaky Friday" in cui per colpa di un biscottino cinese si cambiava di identità con la madre Jamie Lee Curtis (peraltro remake dell'omonimo film disneyano interpretato ai tempi proprio dalla Foster!), e che vedremo alla fine dell'estate in "Mean girls", logorroica fino allo sfinimento, ballista di professione ma simpatica e dal sicuro futuro nell'aureo cielo hollywoodiano. Marco Catola
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