Quello che cerchi

Regia: Marco Simon Puccioni
Interpreti: Marcello Mazzarella, Antal Nagy, Stefania Orsola Garello
Fotografia: Paolo Ferrari
Sceneggiatura: Marco Simon Puccioni, Massimo Bavastro
Produzione: Mario Mazzarotto
Distribuzione: Lantia
Durata: 100'
Origine: Italia, 2002
Sito ufficiale: www.quellochecerchi.it

Un uomo, investigatore privato per caso, alla ricerca di se stesso e un ragazzo che, tra blitz contro multinazionali dei panini e aziende chimiche nelle quali si fa sperimentazione utilizzando animali come cavie, vive in un centro sociale a Torino: due mondi separati, ma uniti dalla stessa insofferenza, dalla medesima ansia repressa. Impero (Marcello Mazzarella), voce narrante del film, non ha più interesse per la vita, cerca inutilmente di trovare una risposta a quello slogan pubblicitario che, attraverso mille volti di gente comune, ci chiede dai muri delle nostre città "come vorresti che fosse il tuo futuro?" Il lavoro non lo interessa più, così come il suo matrimonio, e quando viene contattato dalla matrigna di Davide, Rosa (Stefania Orsola Carrello), per proteggere il ragazzo da se stesso e dai suoi amici animalisti, non riesce a scuotersi dal torpore allucinogeno causato dai farmaci, trasformando il viaggio alla ricerca della madre del giovane in una fuga visionaria e irreale. Davide (Antal Nagy) vive di tre certezze: è un Vegan convinto ossia, per chi non lo sapesse, non mangia carne e derivati, assume droghe e beve alcolici; vuole ritrovare la madre e dimenticare il padre che, come in un film di Almodovar, ha deciso di cambiare sesso a 45 anni. Tra i due si creerà un rapporto di amicizia nel quale ognuno sarà alla ricerca di qualcosa che soltanto l'altro è in grado di dargli, la possibilità di esprimere sia la propria fragilità sia il desiderio di ribellione.
La telecamera di Marco Simon Puccioni ci trascina tra centri sociali, concerti punk e rave party seguendo i sogni/incubi di Impero, piroettando tra diverse tecniche di ripresa, con risultati non sempre soddisfacenti. Lo stile predominante è quello del videoclip, dello spot pubblicitario tanto che, nella scena di sesso tra Davide e Maria, ho temuto di veder comparire da un momento all'altro il flacone di profumo da reclamizzare, mentre le immagini rielaborate in digitale da Paolo Ferrari, pur spostandosi tra vari formati video e colori, finiscono alla lunga per annoiare lo spettatore. Sembra di essere nel mondo del Grande Fratello, non il polpettone televisivo, ma il grande occhio di "1984" di George Orwell, con telecamere digitali che spiano di continuo nelle case, nei luoghi di lavoro, persino nelle gabbie degli animali e mentre guidiamo in autostrada…..sarà anche vero, ma proporcelo per 100 minuti di fila mi sembra davvero troppo. Per concludere, cosa significa la frase pronunciata da Impero nel finale " se trovi quello che cerchi lascialo andare"?, dovrebbe essere il senso del film? e poi, perché sprecare un bravo attore come Mazzarella, in un ruolo per il quale è palesemente inadatto?


Anna Lai