IL QUINTO IMPERO-IERI COME OGGI

Titolo originale: O quinto imperio-Ontem come hoje
Regia: Manoel de Oliveira
Sceneggiatura: Manoel de Oliveira, José Regio
Cast: Ricardo Trepa, Luis Miguel Cintra, Gloria De Matos, Miguel Guilherme, David Almeida
Fotografia: Sabine Lancelin
Montaggio: Valerie Loiseleux
Costumi: Isabel Branco
Scenografia: Zè Branco
Distribuzione: Mikado
Origine: Portogallo, 2004
Durata: 127'



Oliveira, classe 1908, rappresenta forse l'esempio più incredibile di cinema (e uomo) che non invecchia mai. All'età di 94 anni (!!!) riesce ancora non solo a girare film ma a girarli pure bene come fosse uno sbarbatello pieno di passione e di entusiasmo. Forse è vero, il segreto del successo è la rinascita. Ogni film è una rinascita per lui, è come se fosse sempre al suo esordio. Dopo "Parola e utopia" del 2000, Oliveira torna al cinema storico affrontando uno dei miti più grandi della cultura portoghese, da noi poco noto: il re Sebastiano e la sua utopia del Quinto Impero.
E' un film davvero fatto di parole e utopia. Camera fissa sul re Sebastiano che parla alla corte del suo desiderio di entrare in guerra, di combattere, di esporsi in prima persona. Il suo sogno è di creare un mondo con un solo re e un solo papa, un mondo che però può essere costruito solo sulla base della guerra. La figura di re Sebastiano è di enorme suggestione perché è stato prima il re "Atteso" (desejado) e poi è divenuto il re "Nascosto" (encoberto). Atteso perché su di lui erano riposte le speranze di tutto il popolo portoghese, nascosto perché, dopo la sua prematura scomparsa nella guerra di Alcacer-Quibir del 1578, il suo corpo non è mai stato trovato e questo ha creato il mito di un suo ritorno tra la nebbia. Mito che si ritrova anche nella cultura araba: nella mitologia musulmana esiste la figura del re nascosto che, come il re Sebstiano, dovrebbe tornare tra la nebbia su un cavallo bianco per ristabilire la pace tra i popoli.

Tratto dal dramma di José Regio, "El rei Sebastiao", "Il quinto impero" è l'espressione di una storica e utopica ossessione che per Oliveira è ancora particolarmente attuale (il secondo titolo "Oggi come ieri" è indicativo proprio di questo) perché la situazione del mondo di oggi, europeo e americano, sembra un ritorno al Quinto Impero, ad una sorta di medioevo, con le sue lotte ataviche ed irrazionali per difendersi dal terrorismo.

 

Marco Catola