RESURRECTION

Regia Jang Sun-woo
Sceneggiatura In Jin-mi e Jang Sun-woo
Interpreti Lim Eun-kyeong, Kim Hyun-sung, Kim Jin-pyo, Jin Sing, Myeong Gye-nam, Jeong Do-hong
Fotografia Kim Woo-hyeong
Montaggio Han Seung-ryong, Kim Hyun
Musica Dal Pa-lan
Origine: Corea del Sud, 2002
Durata: 125'


"Resurrection" sta per "Resurrection of the Little Match Girl", resurrezione della piccola fiammiferaia. Sì lei la sfigatissima eroina dell'omonima fiaba di Andersen. Non è un adattamento ma semplicemente un gioco. O meglio un videogioco. Ju, fattorino di un ristorante cinese, ha la mania dei vidoegames. Un giorno in sala giochi un messaggio lo invita a connettersi a un nuovo gioco chiamato "Resurrection of the Little Match Girl" appunto. Ju è trascinato nel mondo virtuale della piccola fiammiferaia che deve essere salvata dai continui pericoli e soprattutto da un' invincibile forza astratta chiamata Sistema. Riuscirà il nostro eroe a portare a termine la sua missione?
Verrebbe da rispondere: e chi se ne frega? E invece cercheremo di essere seri. Diciamo tolleranti...La dimensione terrena che si mescola con il cyberspazio, uomini che si confondono con ideogrammi, realtà virtuale che si insinua nella vita di tutti i giorni. Una specie di "tecnotaoismo" come è stato definito, una combinazione tra la tecnologia e il taoismo. La nostra vita si immerge ogni giorno di più in una sorta di computer simulation. Tutto quello che crediamo vero e naturale in realtà è frutto di una simulazione virtuale e innaturale. Insomma questo film vorrebbe essere un gioco filosofico o più semplicemente intellettuale con lo scopo di intrattenere ma anche far riflettere attraverso la sperimentazione di nuove forme narrative e visive. Ok queste sono le intenzioni, direi pure auliche, di questo film, il problema però è che le intenzioni non si sono concretizzate. "Resurrection of the Little Match Girl", che è costato oltre 10 milioni di dollari (cifra record nella storia del cinema coreano!!!) ma è stato un clamoroso flop al botteghino, e io aggiungerei giustamente, tralasciando le implicazioni filosofiche che si potrebbero trovare ma su cui sinceramente non vale la pena dibattere più di tanto, resta in ogni caso un fumettone frastornante, strabordante e fastidioso, pieno zeppo di citazioni (imbarazzante l'emulazione di Matrix, che a questo punto sembra per i Coreani l'unica vera icona americana del secolo!) e spari assordanti. Sì è un videogioco ma è un videogioco brutto e noioso! Dispiace solo che il regista Jang Sun-woo, autore dell'interessante film scandalo "Lies", sia scaduto a girare una simile baggianata.

Marco Catola