- "Le ricamatrici" è un'opera prima. Il primo lungometraggio della giovanissima regista francese Elenoire Faucher. Il film è stato premiato nella "Semaine de la Critique"al Festival di Cannes 2004. E a ragione, a nostro modesto modo di vedere.
- La protagonista del film è Claire, una giovanissima ragazza che va ovunque in motorino, che scopre di essere rimasta incinta. Claire è impiegata come cassiera nel supermercato della sua piccola cittadina della Loira. La scoperta di essere incinta da' l'innesco ad un profondo processo di rimessa in discussione della sua vita. Claire, si trova, forse per la prima volta, di fronte alle responsabilità che le sue scelte comportano. E' costretta ad esaminare con molto rigore la condizione in cui si trova. Raggiunge la consapevolezza di non voler più vedere il ragazzo che l'ha messa in quella difficile condizione. Decide di prendersi un periodo di malattia dal lavoro e fa credere di essere ammalata di cancro. Il film sembra a questo punto entrare in un'atmosfera greve, pesante, quasi disperata. In realtà da questo momento di picco della crisi la protagonista trova, invece, la forza per una vera e propria positiva rivoluzione della sua vita. Continua a vivere da sola e si confida con una sua amica. La va a trovare in motorino proprio nel giorno in cui il fratello ha deciso di licenziarsi dal suo impiego. Anche lui è in un momento molto difficile. Ha, infatti, appena perso un amico in un incidente di moto in cui anche lui è rimasto ferito al volto. Nasce tra i due una silente intesa. Claire è affascinata dallo spirito di libertà che legge nei gesti del ragazzo che ama la pesca e le moto. La madre della sua amica, che è a conoscenza della passione di Claire per il ricamo, in un gesto quasi di reazione alla ribellione del figlio, fa capire a Claire che è importante, nella vita, seguire le proprie passioni e le fa capire che è un peccato che invece di dedicarsi al ricamo che sa essere una sua inclinazione stia sprecando il suo tempo come cassiera nel supermarket.
Così Claire, particolarmente ricettiva alle critiche, che vive da sola e che ruba verdura dall'orto dei genitori procurarsi le pelli di coniglio con le quali realizzare le sue creazioni, comprende che la madre della sua amica ha ragione. Ha inoltre bisogno di distrarsi dalle difficoltà nelle quali la sua vita è in quel momento. Decide quindi di andare a trovare Madame Melikian, la madre del ragazzo morto nell'incidente, ricamatrice di moda, e di proporsi, nonostante il suo stato, come sua nuova collaboratrice. La donna in quella che sembra essere un'assoluta indifferenza per la vita, pur comprendendo il fatto che la ragazza è incinta, dopo averla messa alla prova, decide di assumerla.
Subito si capisce la naturale propensione di Claire per questo lavoro nel quale la sublima e plasma la sua sofferenza interiore. Claire è tenace, volenterosa, apprende con facilità, s'impegna. Tutte qualità che vengono molto apprezzate da Madame Melikian che sembra rivedere in Claire forse qualcosa del figlio. Nasce, inoltre, tra queste due donne, così diverse, una progressiva profonda intesa che si nutre, sicuramente, oltre che dall'amore per il ricamo, anche della loro disperazione.
Così il giorno in cui Madame Melikian, decide, improvvisamente colta dall'ennesima crisi di sconforto, di tentare il suicidio, il tempestivo intervento di Claire evita la tragedia.
Claire non si limita a salvarle la vita, la va a trovare tutti i giorni in ospedale e si comporta verso di lei come la più amorevole delle figlie. L'anziana donna, indurita dalla vita e dal passare degli anni, rimane colpita. Comprende il ruolo che sta progressivamente ricoprendo nella vita della giovane ragazza. Tenta di svincolarsene. Cerca di liquidarla con un salario che viene da Claire ritenuto eccessivo. Calire, che vive una situazione familiare di assoluta incomprensione, lo si capisce dal rapporto molto conflittuale che anche il fratellino ha con i genitori, rifiuta questi soldi temendo un licenziamento. Ha ancora le chiavi della casa di Madame Melikian e comincia a recarvisi sempre più frequentemente. Un giorno prova a portare a termine uno dei lavori di ricamo ma rompe la stoffa e la porta alla donna temendo di averle creato un danno. La donna per la prima volta comprende la profonda purezza di Claire e ride divertita. E' l'inizio di una nuova e sempre più delicata intesa nelle quali nasce un legame fortissimo che non è esagerato definire di amore, che si nutre sempre più di nuove componenti. Affinità elettive, compagnia, esperienza, consigli, confronti.
- Molto toccante in questa fase la sequenza nella quale Claire legala a madame Melikian uno scialle da lei ricamato, scialle che la donna poi farà vedere ad un famoso stilista lanciando definitivamente Claire in questa professione. Claire prosegue nel rapporto con il giovane ragazzo e la sua vita comincia e prendere una direzione sempre più armoniosa proprio come armoniosi sono i suoi ricami. Lasciamo un po' di suspense per il finale.
- "Le ricamatrici" è un film al femminile. Dal titolo, alla scelta delle protagoniste, dei loro problemi, di ciò che le spinge all'azione, a ai temi dell'impianto narrativo.
- Il tema del conflitto sembra essere sviluppato soprattutto a livello interiore. Un conflitto con se stessi. Ogni personaggio deve affrontare un dolore importante nel quale la soluzione sembra essere proprio l'incontro tra diverse disperazioni.
- Pensavo al motto della rivoluzione francese e, non so perché, trovo che il film incarni profondamente sia il senso di libertà, che il senso di fratellanza e probabilmente anche quello di eguaglianza. In alcune sequenze il mio pensiero è andato a Kieslowski ed alla sua trilogia sui colori della bandiera francese. Gli uomini sono assolutamente in secondo piano, poco narrati, e tutto sommato poco utili all'intreccio della trama.
- Un film delicato ed intenso sulla zona d'ombra che separa l'età spensierata dell'adolescenza da quella adulta. Ma anche sugli incontri che possono cambiare il corso della vita. Come quello di Claire e di madame Melikian.
- Perfette risultano essere le interpretazioni degli attori e delle due protagoniste in particolare.
Dalla regista abbiamo appreso che il film è girato nella Loira perché è lì che lei è nata.
Perché erano disponibili dei fondi e perché, probabilmente, ma questa è una nostra illazione, il film attinge all'autobiografico.
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Roberto Bernabò
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