RICONCILIATI

Regia: Rosalia Polizzi
Sceneggiatura: Rosalia Polizzi
Montaggio: Paolo Benassi
Cast: Beatriz Spelvini, Franco Castellano, Giovanni Vettorazzo, Paola Pitagora, Giuliana Lojodice, Emilio Bonucci, Lorenzo Majnoni

Origine: Italia, 2000
Durata: 99'
Sito: www.lantia.it

Rosalia Polizzi è una megalomane presuntuosa o semplicemente una povera pazza incapace di intendere e di volere? Bo? Certo è che riuscire a trovare una sola idea di cinema (scritto o filmato) in Riconciliati è un'utopia. Quando la finiranno i registi(registi?) italiani di voler a tutti i costi scriversi i propri film senza affidarsi(come succede in tutto l'Universo) a professionisti del settore conosciuti anche con il nome di sceneggiatori? Quando la finiranno i registi(registi?) italiani di girare film solo per se stessi senza preoccuparsi minimamente dei bisogni dello spettatore? Non si pretendono capolavori ma neppure filmetti amatoriali o pseudodocumentari paratelevisivi!
E' già complesso portare sul grande schermo il tema della dittatura argentina (Marco Bechis ne sa qualcosa), figuriamoci fare un film in cui la tragedia dei desaparecidos si incrocia con il terrorismo italiano degli anni di piombo! L'impavida Polizzi, però, non sembra preoccuparsene.
Due, anzi tre sono le storie che corrono parallele: Roberto è un terrorista che esce di prigione dopo vent'anni scontati per l'uccisione di un giudice e Malena (questo nome non porta molta fortuna al cinema) è scampata alla dittatura militare argentina e, fuggita in Italia, è stata amante di Roberto, anche se ora è sposata con un loro amico comune, insieme al quale avevano militato in un gruppo rivoluzionario vent'anni prima. Non contenta la Polizzi appiccica pure la storiella delle figlie adolescenti di Malena (una è figlia di un desaparecido, l'altra del marito italiano tanto per complicare le cose).
Si sa che quando la carne al fuoco è troppa si rischia che in parte si cuocia bene e in parte resti cruda e così è stato: la Polizzi (che è italo-argentina) costruisce bene il personaggio di Malena con i suoi ricordi terribili e le sue ferite indelebili ma tralascia completamente l'elemento terroristico che risulta inconsistente e a tratti pure ridicolo( i monologhi di Roberto, l'incontro con i suoi ex-compagni, l'intervista in tv). Ma la Polizzi non si ferma e supera il limite della decenza cercando di delineare uno scontro generazionale adulti-adolescenti, padri-figli che è talmente superficiale da irritare anche un santo. Non le vengono certo incontro gli attori mediocri che ha scelto, a partire da Franco Castellano(il gay della fiction Commesse!!!) che nella parte di Roberto, fascinoso e carismatico, non è proprio credibile, perfino due grandi attrici come Giuliana Lojodice e Paola Pitagora sono decisamente a disagio ma forse anche Laurence Olivier e Bette Davis sarebbero dei cani con una sceneggiatura impossibile come questa! Una battuta per tutte: "Anch'io sono comunista ma adesso ballo!".

Marco Catola