Una rondine fa primavera


Regia: Christian Carion
Interpreti:Michel Serrault, Mathilde Seigner
Distribuzione: Lucky Red
Origine: Francia, 2002
Durata: 103'
Sito ufficiale:www.unehirondelle-lefilm.com/

Mi piacerebbe consigliare questo film a tutti quelli che dichiarano di volersi ritirare in un luogo deserto, lamentandosi dello stress quotidiano e della frenetica vita di città: quella vita che ci costringe il più delle volte a dividerci tra famiglia, lavoro, amici, palestra, cinema, teatro, locali, mostre, coctails e tutte quelle cose di cui crediamo di poter fare a meno, fino a quando non vengono a mancarci definitivamente.
Per calarvi nella giusta atmosfera del film, dovete immaginare una Emmanuelle Seigner un po' più bruttina (si tratta infatti della sorella "mascellona" e "sopraccigliuta" Mathilde) che decide di mollare affetti e lavoro per diventare una vera contadina. Detto fatto. Sandrine (così si chiama la nostra protagonista) rileva una fattoria isolata tra le montagne del Vercors da Adrien (Michel Serrault), un vecchio burbero e poco loquace, che guarda con sospetto ai nuovi metodi della parigina: la ragazza infatti, rimette a posto la vecchia stalla, vende i suoi prodotti su internet e fa attività di agriturismo.
Dalla Parigi rumorosa e trafficata, improvvisamente veniamo catapultati in un paesaggio desolato, in cui non si sentono gli squilli dei telefonini, nè le sirene delle ambulanze, in cui si può cavalcare all'aria aperta o prendere il sole: bello, direte voi. Ma non sono tutte rose e fiori, e certo non si può dire che la vita contadina sia riposante. Le bestie vanno nutrite, munte e portate al pascolo. E direi che il film funziona fin quando, cercando di darci il senso della vera vita di campagna, ci propone tutto il repertorio tipo della "casa nella prateria": dalla mungitura delle capre alla realizzazione delle marmellate; incisivo inoltre, nel mostrarci riferimenti crudi alla realtà, come quelli relativi al morbo della mucca pazza o alla raccolta del sangue caldo dei maiali appena abbattuti. Il problema è quando la storia scivola sul sentimentale, inevitabilmente prevedibile: lì il gioco funziona meno.
Arriva infatti l'inverno e Sandrine incontra le sue prime difficoltà: la solitudine, la fatica e i pericoli legati alla cattiva stagione aumentano. Ma è proprio allora che i rapporti con il vecchio Adrien, fino a quel momento basati su una certa diffidenza reciproca, finiranno per intensificarsi. Nascerà una sincera, seppur sofferta, amicizia.
E noi ci alzeremo dalla poltrona, delusi.

Francesca Onorati