Rosa Funzeca

Regia: Aurelio Grimaldi
Soggetto e sceneggiatura: Aurelio Grimaldi
Cast: Ida Di Benedetto, Primo Reggiani, Ennio Fantastichini, Adriano Pantaleo, Aldo Giuffré, Lalla Esposito, Mico Galdieri
Fotografia: Maurizio Calvesi
Origine: Italia, 2002
Durata: 90
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Sito: www.luce.it

 


Rosa Funzeca ha battuto il marciapiede per più di vent'anni ma ora ha deciso di smettere e cambiare vita. Con i soldi risparmiati riesce ad aprire una bancarella di fiori e dolciumi, a comprarsi una casa e ad offrire al figlio Fernando, cresciuto in un istituto di preti, un lavoro rispettabile. Comincia così per loro una nuova vita ma in poco tempo gli affari crollano e Rosa è costretta a tornare sulla strada per risolvere i problemi economici. Anche il rapporto con il figlio diventa conflittuale e peggiora sempre più fino al tragico epilogo.
Inserito all'ultimo momento (le malelingue dicono grazie alle notevoli doti "orali" della Di Benedetto!) nella sezione Eventi Speciali del Festival di Venezia 2002, Rosa Funzeca segna il ritorno di Aurelio Grimaldi, dopo il poetico Iris, alle atmosfere morbosamente e anacronisticamente pasoliniane di Le buttane e Nerolio. Il rapporto madre/figlio travalica la dimensione puramente familiare fino ad assumere connotati metafisici: Rosa è una Madonna/Maddalena e Fernando è un Cristo/Caino, entrambi alla ricerca di una catarsi, di una possibilità di riscatto, di una sacralità dell'amore, entrambi puri e marci, entrambi innocenti e colpevoli, entrambi angeli e diavoli nelle mani di un Destino che inesorabilmente li spazzerà via.
L'impegno del regista è inopinabile, le doti (non "orali") della Di Benedetto indubbie, la rappresentazione socio-antropologica veritiera, forse però qualcuno dovrebbe dire a Grimaldi che siamo nel 2002, Mamma Roma è del 1962, Pasolini è morto e la Magnani pure!

Marco Catola