ROSENSTRASSE

Regia: Margarethe von Trotta
Sceneggiatura: Margarethe von Trotta
Cast: Katja Riemann; Maria Schrader; Jurgen Vogel; Martin Feifel; Fedja van Huet
Fotografia: Franz Rath
Montaggio: Corina Dietz
Origine: Germania 2003
Durata: 136'



Per Ruth, una newyorkese di religione israelita, la morte del marito rappresenta il terzo grande tradimento subito nella sua vita, dopo la morte della madre naturale e l'abbandono da parte della donna che, in Germania durante la guerra, l'aveva salvata dai nazisti. Per comprendere le origini dell'abisso nel quale sembra essere sprofondata la madre e le ragioni che la spingono ad opporsi fortemente al matrimonio con Luis, un ragazzo sud-americano, sua figlia Hannah parte per la Germania. A Berlino rintraccia Lena, dalla quale apprende i fatti che segnarono l'infanzia di Ruth e la vita di centinaia di altre donne tedesche. Nel 1943, nella strada che dà il titolo al film, ogni giorno si riunivano le donne ariane i cui mariti, di religione ebraica, erano imprigionati presso l'Ufficio di Assistenza Sociale, per protestare contro la loro deportazione. Quelle donne coraggiose ottennero, rischiando la loro vita, una grande vittoria, ma quando tutti i prigionieri furono liberati, Ruth attese inutilmente la madre, senza sapere che era già stata deportata perché abbandonata al proprio destino dal marito ariano. Il nuovo film di Mararethe von Trotta è, tra tutti quelli in concorso visti fino ad ora, sicuramente quello più interessante. Ispirato alla regista dal collega Volker Schlondorff, Rosenstrasse è costruito su di una sceneggiatura molto bella, che riesce a coniugare una dettagliata ricostruzione storica con una profonda analisi dei singoli personaggi.

Anna Lai

Conferenza stampa

d) Per quale ragione ha voluto affrontare il tema della fedeltà dimostrata dalle ariane ai loro mariti ebrei?
r) La fedeltà è una grande virtù tedesca, io ritengo sia importante raccontare come, attraverso questa qualità che era molto apprezzata dai nazisti, le donne tedesche riuscirono a difendere persone che la Germania in quel momento voleva sterminare.
d) Può spiegarci la scena in cui Lena incontra Goebbels?
r) Goebbels era molto attratto dalle donne belle ed aristocratiche, Lena cerca di attirare la sua attenzione per consentire al fratello di affrontare con lui l'argomento delle donne ariane sposate agli ebrei, purtroppo il tentativo non porterà ad alcun risultato.
d) Quale cambiamento subisce Ruth nella parte finale del film?
r)Semplicemente Ruth si riconcilia con il suo passato; dando alla figlia l'anello che le era stato, a sua volta, dato dalla madre al momento dell'addio ed invitandola ad esprimere il suo desiderio, di fatto le dà il consenso al matrimonio con Luis.
d) Trova che nelle nuove generazioni ci sia maggiore consapevolezza dell'Olocausto?
r)Dal '68 in poi c'è stata una forte presa di coscienza da parte dei tedeschi riguardo tutto quello che ogni singolo individuo avrebbe potuto fare per aiutare gli ebrei e che pochi hanno fatto. Anche nel film questo si vede chiaramente, basti pensare al fatto che soltanto le donne manifestarono contro l'arresto dei loro mariti, mentre la maggior parte degli uomini ariani preferì divorziare.
d) Come si inserisce questo film nella sua storia di cineasta?
r) Desideravo, nella mia carriera cinematografica, descrivere tutto il XX secolo, mancava il film che affrontasse il periodo più scuro della storia della Germania ed ora sono molto felice di averlo realizzato.
d) Il film avrà un distribuzione italiana?
r) Ancora non è stato deciso nulla.

Anna Lai