RUSSIAN ARK

Regia: Alexandre Sokurov
Cast: Sergey Dreiden, Maria Kuznetsova, Leonid Mozgovoy
Sceneggiatura: Anatoli Nikiforov, Alexandre Sokurov
Origine: Russia, 2002
Durata: 96'
Sito: www.mikado.it

 


Riflessione personalissima e intensissima sul passare del tempo e sul cambiamento, Russian Ark si impone allo spettatore come una distesa infinita di luci ed ombre che scandiscono la storia della Russia. La telecamera è come se fosse trasportata indietro nel tempo, nell'Hermitage di San Pietroburgo e si insinua nelle stanze di questo immenso palazzo facendo rivivere personaggi storici come fantasmi. Si insiste sul lusso degli ambienti, sulle opere di Rubens, Rembrandt, El Greco e Canova, sullo splendore degli interni, sulla ricercatezza dei particolari, sulla ricchezza dei costumi e si finisce con il Gran Ballo del 1913 con musiche pompose e ridondanti valzer.
Sokurov è decisamente un maestro dei piani-sequenza e dei colori caldi sgranati come in un dipinto di Van Dyk, riesce a rendere il senso magico di un passato che è finito, di una fastosità che non esiste più, di una ricchezza e di un potere che la Russia ha ormai perduto. E' anche vero però che la concezione sperimentale di affrontare la storia della Russia con l'occhio di una telecamera (digitale!) in unico e lunghissimo piano sequenza senza tagli e senza montaggio può lasciare perplessi, il dubbio che si tratti di un esercizio di stile fine a se stesso è plausibile soprattutto se non si è degli adoratori senza riserve di questo coraggioso regista russo.

Marco Catola