SCACCO PAZZO

Regia: Alessandro Haber
Cast: Alessandro Haber, Vittorio Franceschi, Monica Scattini
Sceneggiatura: Vittorio Franceschi, Alessandro Haber
Fotografia: Italo Petriccione a.i.c.
Musica originale: Giuseppe Fulcheri
Scenografia: Renato Lori
Costumi: Agata Cannizzaro
Montaggio: Osvaldo Bargero a.m.c.
Suono in presa diretta: Claudio Morra
Distribuzione: K3 FILMS in collaborazione con KEY FILMS
Promozione: INTESA & C.P.
Origine: Italia, 2003
Durata: 97'



"Scacco pazzo" è un'opera teatrale scritta da Vittorio Franceschi e portata in scena con successo dal compianto Nanni Loy. E non è la prima volta che viene trasposto sul grande schermo: nel 1996 ci aveva già provato con esiti non proprio riusciti (il solo titolo, "Cervellini fritti impanati", faceva rabbrividire!) Maurizio Zaccaro. A distanza di poco più di cinque anni ecco che ci riprova Alessandro Haber, grande attore teatrale specializzato al cinema in ruoli (purtroppo quasi sempre da comprimario) al limite della paranoia isterica, qui al suo esordio nella regia. La scelta di riportare sul grande schermo Scacco pazzo è decisamente coraggiosa. Tutti sanno quanto sia rischioso il teatro al cinema e Scacco pazzo non fa eccezione. Ora il problema non è la regia, di impianto potremmo dire classico e come tale priva di inventiva, né tanto meno la recitazione, abbastanza contenuta soprattutto grazie ad Haber che avrebbe potuto gigioneggiare da buon mattatore qual è e vista la "tentazione" del ruolo che interpreta (un quarantenne in preda ad una regressione infantile!) ma secondo me il problema è proprio Scacco pazzo! L'opera di Vittorio Franceschi poco si presta ad una trasposizione cinematografica. Ci sono solo tre personaggi chiusi tra quattro mura alle prese con traumi, insoddisfazioni e scelte di vita. Un film da camera che insiste un po' troppo sulle performances dei suoi attori e poco sullo sviluppo della storia. Storia che peraltro non decolla mai proprio perché l'opera teatrale segue una direzione "planare", a circuito chiuso, senza mai spiccare il volo. E se a teatro si possono seguire con passione le schermaglie dei tre personaggi, il cinema purtroppo è un'altra cosa e in sala si tende a sbadigliare. Come ha detto Haber: "Questo film è una scommessa". E' vero è una scommessa e tanto di cappello agli intenti ambiziosi del regista-attore ma alla fine di ogni scommessa bisogna sempre tirare le somme. E a dire il vero i dubbi che Haber questa scommessa l'abbia vinta non sono pochi!

Marco Catola