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Regia:
Michel Reilhac. |
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Quando si pensa agli esordi del cinema vengono in mente gli esperimenti dei fratelli Lumiere, di Georges Melies e poi più in là negli anni le comiche di Chaplin e Buster Keaton. E' difficile pensare che accanto a questi film per famiglie ci fosse una produzione nascosta ma altrettanto florida di cortometraggi a sfondo erotico per soli adulti, eppure è così. Questo film-documentario mostra dodici brevi filmati girati clandestinamente tra gli anni '20 e '30 che avevano per protagoniste vere prostitute diventate attrici per l'occasione e che venivano proiettati nelle case di tolleranza affinché i clienti ingannassero l'attesa. Sullo schermo scorrono le boccaccesche vicende di sarte, preti, suore, distinti gentiluomini e (apparentemente) ingenue fanciulle, introdotte da maliziose didascalie. In conclusione c'è persino un sorprendente cartone animato, disegnato, sì, ma altrettanto spudorato. Il tutto è talmente esplicito da non aver nulla da invidiare ai moderni film hard-core, tanto che per un momento viene quasi da pensare ad una furba operazione commerciale con un'ottima ricostruzione d'epoca. Presentato al recente festival di Cannes nella sezione "Quinzaine des Realisateurs", è un prezioso documento storico e cinematografico. Simona Ottavo |
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