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SECRETARY Regia: Steven
Shainberg
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| Lee
è una giovane autolesionista che è finita in clinica psichiatrica
perché ama tagliuzzarsi il corpo col coltello da cucina
E come
darle torto con una madre depressa cronica che la soffoca di attenzioni
tediose ed inutili, un padre alcolizzato sempre sull'orlo di una crisi di
nervi ed incapace di rinunciare alla bottiglia, una sorella bionda platino
e perfettina specularmente opposta a lei che la ammorba con la sua ingombrante
presenza? Nonostante le cure, Lee ricomincia il suo "vizioso"
giochetto finché non trova lavoro presso lo studio legale di E. Edward
Gray, silente e misterioso avvocato, grazie al quale riuscirà a "guarire".
Guarire nel senso che non sarà più Lee a far del male a Lee
ma proprio il suo fascinoso datore di lavoro attraverso un rapporto sadomasochista
che li legherà per sempre. Qual è il limite che separa l'amore dalla perversione? E soprattutto che cosa è la perversione? Siamo sicuri che si possa parlare di perversione? Quello che per me è perverso magari per un'altra persona non lo è. Forse imbevuti di cattolicesimo bigotto come purtroppo siamo sin dall'infanzia risentiamo di ataviche remore morali che non ci permettono di distinguere la labile soglia tra amore e perversione. Forse l'amore non è nient'altro che amore e la perversione è solo nella mente di pusillanimi moralisti che vorrebbero dettare legge ed imporre un comune senso del pudore. Ma quello che appare perverso rispetto alla morale comune in realtà è legittimo e puro come il "vero" amore. L'importante è che ci sia consapevolezza. Non è perversione il sadomasochismo, se se ne ha consapevolezza, ma amore. Un amore diverso certo ma pur sempre amore. Anche le pratiche più stravaganti possono essere sintomo di amore, se dettate dal rispetto reciproco e dalla consapevolezza dei ruoli. A volte è più aberrante una scopata alla missionaria senza esserne consapevoli che due sculacciate in tuta di latex nero nella completa libertà dello spirito. Commedia sofisticata di natura nera ma tendenzialmente rosa acido con strizzatine d'occhio al melo' classico infarcita di toni a volte grotteschi a volte romantici, Secretary si erge a coraggiosa metafora della vita di coppia in cui due individui fanno di tutto pur di farsi del male (consapevolmente o meno), la sofferenza è all'ordine del giorno e il dolore è l'unica vera costante dell'amore. Impareggiabili la Gyllenhaal, una bruttina stagionata che in nome dell'amore si martirizza tramutandosi in splendido cigno che regge (e non subisce!) i fili della relazione S/M e Spader che sembra portare all'estremo il "vizietto" cronenberghiano di Crash ma di derivazione soderberghiana di Sesso, bugie e videotape rivelandosi ancora una volta sexsymbol "altro". Marco Catola
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