Semana Santa


Regia: Pepe Danquart
Interpreti: Mira Sorvino, Olivier Martinez , Feodor Atkine, Alida Valli
Sceneggiatura: Roy Mitchell
Distribuzione: Istituto Luce
Origine:Germania, 2002
Sito ufficiale: www.luce.it

 

Una poliziotta proveniente da Madrid, dopo aver ottenuto un trasferimento, arriva a Siviglia in fuga da qualcosa di misterioso. In coincidenza con il suo arrivo un maniaco omicida assale un atleta in un parco pubblico; negli stessi giorni la polizia rinviene i cadaveri di due gemelli morti assassinati da ormai quattro settimane. Maria Delgado (Mira Sorvino), la detective, si trova di fronte ad una situazione d'emergenza, complicata ulteriormente dalla difficoltà di legare con i suoi nuovi colleghi, lo schivo Torillo (Feodor Atkine) e lo sdegnoso Quemada (Olivier Martinez). I tre si mettono sulle tracce di un misterioso killer, che sembra appartenere alla confraternita dei Penitenti. Ricostruire la trama di questi omicidi commessi a colpi di "banderillas" sembra essere impossibile, ma le confessioni di Don Manuel, un ex-torero in pensione, porteranno ad un luogo spaventoso chiamato "La Caridad", facendo così affiorare la verità. I tre si troveranno coinvolti in un complicato intreccio di passioni e rancori familiari tra presente e passato.
Semana Santa, tratto dal romanzo omonimo di David Hewson, adotta la formula del thriller autoctono lanciata con successo dal cinema francese, innestando meccanismi narrativi mutuati dal cinema americano in un contesto locale, in una confezione produttivamente elevata (si tratta di una incredibile co-produzione italo-anglo-franco-tedesco-ispano-danese ) che rende il film esportabile fuori dal paese di origine. L'innesto, però, non sembra particolarmente riuscito poiché gli aspetti che si vorrebbero più originali - le coloratissime celebrazioni della Settimana Santa a Siviglia, il rito della Corrida - appaiono poco o nulla collegati alla vicenda narrata. Così anche la scelta di Mira Sorvino ( attenta nello sfoggiare abiti inadatti ) per il ruolo della protagonista, che si vorrebbe spagnola, asseconda le ambizioni internazionali del film, ma suona terribilmente falsa, come gli scontri che la vedono contrapporsi al suo collega Quemeda (Olivier Martinez, visto in Prima che sia notte). Tutto nel film, fatta eccezione per le bellissime e caratteristiche location, sembra già visto e rivisto, nella schiera di thriller che discendono da Seven e ancora prima da Il silenzio degli innocenti. Con l'ulteriore handicap di una trama pasticciata nell'andamento e con risvolti bizzarri nello scioglimento che si collega alla guerra civile spagnola, che divise un popolo e che ancora fa sentire i suoi echi sulla vita delle persone che l'hanno vissuta in prima persona,e che lottando per la libertà si sono poi macchiate di orribili delitti. Le scene violente sono presentate spesso in maniera molto cruda. La storia perde di fluidità, tramutandosi in un film involontariamente comico.
Il regista tedesco Pepe Danquart fu premiato più volte per i suoi cortometraggi, Playboys e Schwarzfahrer, e per un documentario, Heimspiel (un Oscar nel 1994, un Orso d'oro a Berlino nel 1998 e il premio europeo nel 2000 ad un suo documentario): tutti questi elementi confluivano verso attese più rosee. Va comunque segnalata la partecipazione straordinaria di Alida Valli.

Grazia Monteleone