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IL SENTIERO
Titolo originale: Na Putu
Regia: Jasmila Žbanić
Sceneggiatura: Jasmila Žbanić
Cast: Zrinka Cvitešić, Leon Lučev, Ermin Bravo, Mirjana Karanović, Marija Köhn, Nina Violić, Sebastian Cavazza
Fotografia: Christine A. Maier
Montaggio: Niki Mossbök
Scenografie: Lada Maglajlić & Amir Vuk
Costumi: Lejla Hodžić
Musiche: Brano Jakubović
Distribuzione: Fandango
Origine: Bosnia Erzegovina/Austria/Germania/Croazia, 2009
Durata: 100’
Uscita: 27 gennaio 2012
Sale: 19
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Dopo essere stato presentato in concorso al Festival di Berlino 2010, arriva finalmente nelle nostre sale (con un ritardo di due anni esatti) Il sentiero, secondo film, dopo Il segreto di Esma (già Orso d’oro nel 2005), della regista e sceneggiatrice Jasmila Žbanic, considerata una dei più interessanti talenti europei emergenti.
Il Sentiero racconta la storia di Luna e di Amar, una giovane coppia bosniaca, che dopo aver attraversato l’inferno della guerra, sembra aver trovato la serenità. Luna fa la hostess e Amar è un controllore di volo. I due si amano appassionatamente ma Amar, che non ha mai seguito l’etica della religione musulmana, è incapace di controllare il vizio del bere, arrivando perfino ad essere licenziato perché beccato a bere sul posto di lavoro. L’incontro con un suo vecchio amico, Bahrja, conosciuto ai tempi del militare e ora diventato un musulmano ortodosso, seguace rigido delle dottrina wahhabita, lo porterà a cambiare totalmente vita seguendo il giusto “sentiero”. Peccato che questo nuovo sentiero non sia lo stesso di Luna. La donna si confronterà, infatti, con una comunità conservatrice di cui Amar, ora, è parte integrante.
Jasmila Žbanic punta la sua attenzione sulla crescita mentale e spirituale che conduce marito e moglie su due differenti sentieri della vita, portandoli a non avere più alcun punto in comune. L’amore può non bastare a risolvere i problemi, soprattutto quando ci sono di mezzo comportamenti dettati da fanatismo religioso che non possono ritenersi giusti da entrambe le parti.
Ma la regista bosniaca fa di più: attraverso i normali problemi di coppia, getta le basi per mostrare a cosa si va incontro osservando in maniera conservatrice ed estremista il credo musulmano.
non si tratta di una critica ad un tipo religioso preciso. In questo caso è il credo musulmano ma per la Žbanic il discorso è più generale: queste situazioni si verificano ogni qualvolta l’ottemperanza di una religione venga spinta agli estremi.
Esemplificativa a questo proposito la sequenza in cui Luna fa il bagno e avvicinandosi troppo alla sezione maschile viene immediatamente fermata da alcuni uomini che le intimano che non può stare lì, che deve tornare indietro, che non è posto per lei. Quasi una metafora di quello che è il ruolo della donna all’interno della comunità musulmana, una società fermamente maschilista in cui le è negata la libertà: la libertà di esprimere il proprio pensiero, soprattutto se è in contraddizione con quello dell’uomo, la libertà di movimento (incappucciata dalla testa ai piedi) e la libertà di essere donna.
In più è ben delineato il passaggio da un primo cammino, che un uomo intraprende nella vita, a un altro completamente opposto, destinato a sconvolgere l’equilibrio che fino ad allora aveva conquistato. Nelle scelte di Amar, infatti, non c’è una via di mezzo, passa dall’essere completamente sordo al proprio credo religioso all’ascoltarlo troppo. Tutto per lui diventa peccato.
Nonostante i progressi che gli uomini hanno fatto in tanti secoli, oggi è ancora difficile non trovare individui estremisti e violenti, in ogni ambito della società. E Il Sentiero si limita a mostrarne un campione. Senza dimenticarsi delle difficoltà contro cui una donna oggi si trova ancora a combattere e della possibilità che alla fine riesca comunque a farcela.
Francesca Caruso |
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