I SENTIMENTI

Titolo originale: Les sentiments
Regia: Noemie Lvovsky
Sceneggiatura: Noemie Lvovsky, Florence Seyvos
Cast: Nathalie Baye, Jean-Pierre Bacri, Melvil Poupaud, Isabelle Carré, Agathe Bonitzer, Virgile Grunberg
Fotografia: Jean-Marc Fabre
Origine: Francia, 2003
Durata: 90'



Jacques e sua moglie Carole vivono in campagna. Lui è il medico del paese, lei è un po' pazzerella. François e Edith si sono sposati da poco e vengono a vivere proprio davanti a loro. François dovrà prendere il posto di Jacques, ormai prossimo alla pensione. Carole ed Edith diventano da subito grandi amiche. Tutto sembra filare per il verso giusto, le due coppie si amano e la vita scorre tranquilla. Ma allora perché Edith finisce a letto con Jacques? Forse lei non è ancora pronta per la vita matrimoniale ed in realtà ama due uomini contemporaneamente? Forse lui non ce la faceva più a reggere la routine della vita coniugale e aveva bisogno di tornare ad innamorarsi? O forse sono proprio i sentimenti veri ed intensi che li hanno portati ad avvicinarsi e ad amarsi?
Sceneggiato dalla regista assieme alla sua collaboratrice di sempre, Florence Seyvos, con la quale aveva già scritto i suoi precedenti film, "Petite" e "La vie ne me fait pas peur", a detta loro molto più autobiografici di questo, "Les sentiments" parte benissimo con un ritmo scatenato e una miriade di gags azzeccate che si alternano ad intermezzi musicali cantati da una specie di coro greco che spiega quello che accade ma si arena subito nel momento in cui dai toni squisitamente comici passa a quelli forzatamente drammatici. Il cambiamento è troppo repentino per risultare naturale, o meglio era prevedibile che il film avrebbe dato una brusca sterzata perché non avrebbe potuto continuare all'infinito a far ridere (e si ride di gusto) ma sinceramente avrebbe potuto farlo in maniera più fluida, meno scontata. Quello che manca è il tocco del maestro. La Lvovsky non è proprio a suo agio con il dramma, lo esaspera, lo esacerba rendendolo fasullo e privandolo della sua peculiare originalità. Tutto risulta asettico, deja vu, irritante. E la fine con Jacques che si affaccia alla finestra per vedere chi sono i suoi nuovi vicini e ripensa alle frasi d'amore pronunciate da Edith è quanto di meno "sentimentale" si possa vedere. Peccato perché per quasi un'ora di film si ride a crepapelle grazie a Bacri e alla Baye, peccato davvero!

Marco Catola