 |
|
SETTE OPERE DI MISERICORDIA
Regia: Gianluca e Massimiliano De Serio
Sceneggiatura: Gianluca e Massimiliano De Serio
Cast: Roberto Herlitzka, Olimpia Melinte, Ignazio Oliva, Stefano Cassetti, Cosmin Corniciuc
Fotografia: Piero Basso
Montaggio: Stefano Cravero
Scenografie: Giorgio Barullo
Costumi: Carola Fenocchio
Musiche: Plus
Distribuzione: Cinecittà Luce
Origine: Italia/Romania, 2011
Durata: 103’
Data di uscita: 20 gennaio 2012
numero di sale: 10
|
|
|
Unico film italiano in concorso al Festival di Locarno 2011 e vincitore ad Annecy e Villerupt, coprodotto con la Romania e frutto di un lungo lavoro dei fratelli (gemelli) documentaristi Gianluca e Massimiliano De Serio, Sette opere di misericordia è un raro esempio di cinema lontano anni luce dalle logiche commerciali imperanti oggi in Italia e per questo motivo tanto più necessario quanto più invisibile. Un cinema rigoroso, fatto di gesti, di sguardi, di silenzi, un cinema quasi privo di parole che a tratti ricorda quello dei fratelli Dardenne, un cinema potente e profondo, difficile da dimenticare.
Metaforico viaggio estetizzante all’interno della società malata dei nostri tempi, l’esordio dei due giovani videoartisti torinesi ha come protagonista Luminita, immigrata romena che sopravvive con il borseggio nella grigia periferia di Torino. Ma ha un piano di salvezza e per realizzarlo ha bisogno di un capro espiatorio. Vittima designata: Antonio, un uomo vecchio e malato costretto periodicamente a farsi ricoverare in ospedale. L’incontro-scontro tra i due avrà dei risvolti inaspettati…
Ispirato alle sette opere di misericordia corporale che un buon cristiano dovrebbe compiere almeno una volta nella vita (rappresentate nell’omonimo dipinto ad olio di Caravaggio) e contraddistinto da altrettanti cartelli che commentano in modo drammaturgicamente ironico le azioni enunciate senza suddividere il film in sette capitoli, l’esordio dei De Serio sorprende per lo stile registico austero e anticonvenzionale che rifugge una narrazione piatta in virtù di piani frontali e simmetrici e di grandangoli essenziali, che richiamano l’iconografia della storia dell’arte (grazie anche alla suggestiva fotografia chiaro-scurale di Piero Basso).
Costato appena 700.000 euro ma con un partner d’eccezione come Eurimages, che quest'anno oltre ai De Serio ha finanziato anche Moretti e Sorrentino. A dimostrazione che con il talento e le idee oggi in Italia è ancora possibile fare dell'ottimo cinema.
Paola Dalle Luche
|
|