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SILENCE
ON
TOURNE
Regia: Youssef
Chahine
Sceneggiatura: Youssef Chahine
Cast: Latifa, Ahmed Bedir, Ahmed Wafik, Magda Al Khattib, Zaki Abdel Wahab,
Ahmed Mehrez, Mostapha Chaaban, Rubi
Fotografia: Pierre Dupouey
Durata:102'
Origine: Egitto / Francia, 2001
Sito: www.pyramidefilms.com/
silence/
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La bella
e ricca cantante Malak, triste e sola a causa del recente e doloroso divorzio,
desidera essere amata solo per se stessa, ma finisce per cedere al fascino
dell'ambizioso Lamei, redivivo Rodolfo Valentino, interessato esclusivamente
al suo patrimonio. Mentre Malak è travolta da un sentimento sempre
più profondo nei confronti di Lamei, tra i componenti della sua
"corte", ex- marito, sceneggiatore e regista (Malak è
anche attrice), cresce la preoccupazione per le pericolose conseguenze
sulla sua carriera. Con il nobile scopo di proteggere la felicità
di Malak, questo eterogeneo gruppo di "amici" farà credere
a Lamei, alla morte della ricca e simpaticissima nonnina, che il patrimonio
familiare sarà ereditato dalla figlia di Malak, Paula, spingendo
l'uomo a mostrare i suoi reali sentimenti.
"Commedia musicale e drammatica", così Youssef Chahine
definisce la sua ultima opera, "una storia d'amore, un amore pericoloso
tra un artista e un arrivista", una riflessione sul mondo del cinema,
mi permetto di aggiungere perché, come asserisce uno dei protagonisti,
"recitare non è uno scherzo, ci si espone". La cantante
Latifa, con alle spalle più di 11 milioni di dischi venduti nel
mondo arabo, affronta il suo primo ruolo cinematografico con grazia, dimostrando
di possedere, non soltanto una pregevole voce, ma anche un notevole feeling
con la macchina da presa.
Grazie ad una eclettica sceneggiatura, nel film non troviamo soltanto
musica e canzoni, ma anche danza e coreografie con tanto di ballerini
scatenati, omaggio ai grandi dello spettacolo degli anni '40 e '50, oltre
a numerosi spunti autobiografici e riferimenti cinefili, come il "domani
è un altro giorno" pronunciato dal protagonista in una delle
scene finali, il tutto superbamente mescolato grazie al tocco di un grande
regista come Youssef Chahine.
Anna Lai
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