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IL SILENZIO DELL'ALLODOLA
- Regia: David Ballerini
- Sceneggiatura: David Ballerini
- Cast: Ivan Franek, Marco Baliani, Flavio Bucci, Anna Maria Ghepardi, Roberto Ceccacci, Pietro Ragusa, Alberto Caneva, Oliviero Corbetta, Gianni Bisacca, Augusto Zucchi, Aneta Bracizewska
- Fotografia: Lorenzo Adorisio
- Montaggio: Alessio Focardi
- Scenografia: Marianna Sciveres
- Musica: Giorgio Vacchi, Daniele Lombardi
- Costumi: Marianna Sciveres
- Distribuzione: Revolver
- Origine: Italia, 2004
Durata: 96'
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| Gli ultimi giorni di vita del poeta irlandese Bobby Sands, combattente dell' IRA e membro del braccio armato dello Sinn Fein, morto in prigione nell’81 in seguito ad uno sciopero della fame durato più di 60 giorni.
Dopo una partenza stimolante, anche se forse troppo ad effetto, (le prime sequenze in cui il protagonista spiega la leggenda all’origine del titolo del film e le scene della sua cattura), l’opera di Ballerini scade irrimediabilmente in una mediocre fiera di luoghi comuni, tipici dei film del filone carcerario. Una serie di deja-vu che non emozionano, non intaccano l’anima dello spettatore, che di certo non la turbano, al massimo riescono ad irritare ed imbarazzare per la banalità della scrittura, la prevedibilità delle situazioni, il manierismo delle interpretazioni.
La reclusione di Sands è segnata da carcerieri sadici e violenti, maltrattamenti lasciati intuire più che mostrati, allusioni gratuite alle perversioni sessuali del direttore del carcere…Insomma, che cattivoni questi Inglesi!
Peccato però che non si faccia parola delle violenze e degli atti terroristici messi in opera dall’IRA ai danni degli Inglesi.
E poi spiegatemi perché Ivan Franek, peraltro doppiato pessimamente, dovrebbe risultare credibile nei panni di un irlandese (!!!) o suscitare pietà con quel suo continuo, irritante lamento!
E per amor di patria meglio sorvolare sull'imbarazzante performance di Flavio Bucci e del resto della dilettantesca compagnia attoriale.
Si vocifera di spettatori che hanno abbandonato la sala per l’insostenibile violenza della storia o di certe scene…Quanta ipersensibilità c’è in giro!
David Morelli
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