IL SILENZIO TRA DUE PENSIERI

Titolo originale: Sokaate beine do feks
Regia: Babak Payami
Sceneggiatura: Babak Payami
Cast: Maryam Moghaddam, Kamal Narcoci
Fotografia: Farad Jodat
Montaggio: Babak Karimi
Origine: Iran, 2003
Durata: 100'



In un villaggio sperduto dell'Iran una ragazza condannata a morte sta per essere fucilata ma all'ultimo momento viene risparmiata perché secondo la religione chi viene ucciso vergine va in Paradiso e non all'Inferno. Viene allora imposto che la ragazza si sposi con l'uomo che poi dovrà giustiziarla, che perda la verginità e quindi venga giustiziata. Non tutto però andrà come previsto…
Come nel suo precedente film, che era in concorso a Venezia nel 2001, "Il voto è segreto", anche qui il paradigma da cui Payami inizia il suo discorso è molto semplice: l'interpretazione sbagliata della religione genera mostri. I precetti religiosi dominano la vita, la influenzano, la rendono schiava. La verginità porta in Paradiso. Occorre distruggerla per poter espletare la condanna. In ogni caso la grazia non viene presa in considerazione. Non c'è alcuna accenno al reato commesso dalla ragazza. Il problema è la sua verginità. Bisogna portare avanti il volere di Dio. Ma è tutto un malinteso. Dio non ha mai detto di uccidere, non ha mai attribuito il diritto ad un uomo di decidere della vita di un altro. Tutta la religione si fonda su questo modo errato di vedere le cose. L'uomo interpreta la religione a proprio piacimento, per favorire la propria posizione e per aumentare il proprio prestigio. Ma il malinteso di fondo non può che portare al caos. E chi si rifiuta di sottostare alle leggi di Dio, ma in realtà dell'uomo, non può che andare incontro alla morte.
Payami è stato arrestato più volte nel suo Paese, con "Il voto è segreto" aveva avuto un sacco di problemi; questo film è stato sequestrato per impedirne la diffusione in pellicola e quindi la sua partecipazione al Festival di Venezia 2003. Ed infatti la copia del film presentato come evento speciale nella sezione Controcorrente del festival di Venezia era in digitale!
Dobbiamo quindi ringraziare l'Istituto Luce che ha creduto da sempre in questo film e ne ha consentito, con uno sforzo produttivo davvero coraggioso, l’uscita in 10-15 copie in tutta Italia. Non perdetelo!

 

Marco Catola