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SOGNI DI CUOIO Regia: César
Meneghetti; Elisabetta Pandimiglio
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2001. Un gruppo di calciatori argentini e uruguayani, tutti d’origine
italiana, arriva pieno di speranze nel nostro Paese per giocare in una
società di C2, il Fiorenzuola. Ad allenare questa squadra di giovani
talenti è designato il leggendario Mario Kempes, uno dei più grandi
giocatori argentini di tutti i tempi, autore dei due goal che portarono
la sua squadra alla vittoria nel Campionato del Mondo del 1978. Per i venti ragazzi, che hanno abbandonato non soltanto il proprio paese ma anche le famiglie e le squadre di calcio nelle quali militavano, senza neppure la certezza di un contratto, questa è l’occasione di tutta una vita, la possibilità di firmare un redditizio contratto e giocare in Italia, resa ancor più ghiotta dalla presenza del “mito” Kempes. Purtroppo i loro “Sogni di cuoio” sono destinati a naufragare in un tumultuoso mare di difficoltà economiche e burocratiche che impediranno all’ambizioso progetto ideato dal Presidente del Brera, Alessandro Aleotti, di realizzare quello che doveva essere, almeno sulla carta, un vero e proprio business calcistico. “ Sogni di cuoio” non è il primo progetto realizzato in coppia da César Meneghetti ed Elisabetta Pandimiglio, tra gli altri il loro corto “Punti di vista” ha ottenuto una menzione speciale ai Nastri d’Argento 97, ma sicuramente quello più complesso e stimolante. I due registi affrontano la pellicola, fortemente voluta dal produttore Gianluca Arcopinto, autore del racconto basato su una vicenda realmente accaduta, con un approccio quasi giornalistico, utilizzando esclusivamente la macchina digitale a mano. Il materiale filmico, raccolto nell’estate del 2001, è stato arricchito da nuove interviste ai protagonisti della vicenda e da ulteriori notizie sui retroscena dell’accaduto, che delineano un quadro lucido e spietato del mondo calcistico e delle vicende umane dei giovani calciatori, venuti in Italia spinti dalla voglia di giocare e dalla speranza di diventare delle stelle nel “Campionato più bello del mondo”. Non lasciate la sala all’apparire dei titoli di coda, al termine 7 minuti supplementari vi regaleranno una piacevole intervista a Mario Kempes realizzata da Darwin Pastorin. Anna Lai |
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