- Laura Newton, giovane figlia del candidato alla Casa Bianca degli Stati Uniti, è stata rapita. Robert Scott, ufficiale delle squadre speciali dell’esercito, viene incaricato di ritrovarla e scopre ben presto che Laura è in mano a un’organizzazione che riduce in schiavitù giovani donne bianche allo scopo di farle prostituire a Dubai. Mentre Scott è impegnato a organizzare la squadra di salvataggio, i telegiornali diffondono la notizia chela ragazza è morta affogata in mare insieme al suo amante. Scott, però, capisce che le cose stanno diversamente: Laura è ancora viva e nelle mani dei suoi rapitori a Dubai. La sua morte per affogamento è tutta una montatura dietro la quale c’è forse proprio suo padre! Scott allora decide di organizzare la liberazione della ragazza, ma i servizi segreti lo hanno abbandonato e questa volta dovrà fare tutto da solo…
- Autore teatrale (nel 1984 ha vinto il premio Pulitzer con "Glengarry Glen Ross", che lui stesso adattò per il film "Americani" di James Foley del 1992) e regista (ha debuttato nel 1987 con "La casa dei giochi", di cui firma anche la sceneggiatura, vincendo a Venezia il premio per il miglior film e per la migliore sceneggiatura originale), David Mamet è da sempre maestro della scrittura cinematografica. E “Spartan” ne è l’ennesima riprova. Spogliando la progressione narrativa dei consueti fronzoli esplicativi, Mamet si limita a raccontare l’azione dei suoi personaggi lasciando che a poco a poco siano i caratteri a venire fuori naturalmente. Suggerisce ma non spiega. Lascia che i fatti parlino da sé. E in questo la questione dell’intrigo politico, delle macchinazioni degli altri ranghi, della corruzione politica riesce a trovare terreno fertile per la propria occultazione. L’eroe solitario di turno, lo “spartano” del titolo, risulta paradossalmente nuovo, nella sua ricerca spasmodica della giustizia. E’disgustato dall’ambiente che lo circonda ma il suo senso del dovere lo spinge ad andare oltre e portare a termine la sua missione. Ed è speculare alla regia secca e "spartana" del film. Niente a che vedere con “Rambo”, semmai più simile ad uno 007 moderno, tant’è che questo “Spartan” sembra quasi il pilot di una serie tv, l’episodio di presentazione del protagonista che poi continuerà la sua opera nelle puntate successive (il film finisce con Scott che guarda in tv l’annuncio del ritrovamento di Laura senza alcun riferimento alle perdite umane e all’incongruenza dell’operazione).
- Marco Catola
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