SWIMMING-POOL

Regia: François Ozon
Sceneggiatura: François Ozon, Emmanuèle Bernheim
Fotografia : Yorick Le Saux
Montaggio: Monica Coleman
Musica : Philippe Rombi
Scenografia: Wouter Zoon
Costumi: Pascaline Chavanne
Cast: Charlotte Rampling, Ludivine Sagnier
, Charles Dance, Marc Fayolle, Jean-Marie Lamour, Mireille Mossé, Lauren Farrow, Sebastian Harcombe
Origine: Francia/Gran Bretagna, 2003

Durata: 103'

Una scrittrice inglese in crisi di ispirazione va a riposarsi nella casa di campagna del suo editore nella speranza di riordinare le idee e scrivere in piena libertà. La pace viene però compromessa dall'arrivo improvviso della figlia dell'editore, una biondina estroversa e disinibita che finirà per stravolgere la vita della scrittrice ma le permetterà di scrivere un nuovo romanzo di sicuro successo.
Ozon torna alle atmosfere ambiguamente sordide del ben più riuscito "Sotto la sabbia", sceglie ancora la Rampling, perfetto connubio di perversione e purezza, e vi aggiunge la Sagnier, lolita sexy ed inquieta. Ne esce un thriller d'autore che cela ondate umorali e viaggi mentali. Le due donne sono una sorta di visconte dimezzato. Una è fredda e ponderata. L'altra calda ed istintiva. Ma sono due facce della stessa medaglia. L'una proietta nell'altra le proprie pulsioni inespresse. Ed infatti la Sagnier incarna l'immaginazione della Rampling, è un parto della sua fantasia, è un personaggio del libro che sta scrivendo. E' la linfa vitale della mente della scrittrice. E' la scrittrice che l'ha creata ma è il personaggio stesso che dà forza alla scrittrice e le permette di andare avanti col romanzo. Una specie di partenogenesi creativa. La scrittura non potrebbe esistere senza la carnalità della fantasia dell'individuo. La creazione mentale è comunque assoggettata all'esperienza empirica. Senza l'apporto vitale e concreto della realtà la creatività non riesce a materializzarsi. La fantasia non basta, occorre viverla.
Ozon ci mette del suo, nella complicità tra donne al limite del lesbismo, nella tensione hitchcockiana dell'intrigo, nella scelta dei luoghi (oltre alla tranquillità della campagna anche lo stile della piscina che rimanda a Deray e a Romy Schneider, icona idolatrata dal giovane regista francese).

Marco Catola