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Titolo originale:
Tanguy, 28 ans, habite encore chez ses parents |
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Quella francese è certamente una delle cinematografie più in salute nelle ultime stagioni. Dai film "d'autore" alle megaproduzioni che danno filo da torcere ai blockbusters americani fino alle commedie brillanti. In quest'ultima categoria rientra di diritto il film di Chatiliez, dissacrante ritratto familiare incentrato sulla figura del giovane Tanguy Guetz, un brillante ventottenne dal futuro promettentissimo che non ha però la minima intenzione di "schiodare" dalla casa dei genitori. La preoccupazione dei familiari si trasforma ben presto in insofferenza, fino al punto di voler rendere al "mammone" la vita insopportabile dichiarandogli guerra attraverso una serie di dispetti crudeli e favori negati. Insomma il Signore e la Signora Guetz ce la mettono tutta per scuotere il figliolo, per farlo sentire di troppo e spingerlo fuori di casa, finchè non lo fanno materialmente. Si andrà a finire prima in tribunale, poi?a Pechino!!! Sorretto da attori in stato di grazia, in particolare André Dussollier (il papà di Tanguy) e Sabine Azéma (la mamma), il film regala momenti decisamente esilaranti. Lo spunto è un fenomeno sociale largamente diffuso tra le ultime generazioni, quello dei trentenni che vivono ancora a casa dei genitori invece di ricercare quell'indipendenza che qualche decennio fa (soprattutto negli anni '60 e '70) era sin troppo affrettata. Ma più che concentrarsi sul discorso sociologico, Chatiliez punta sull'aspetto più giocoso della situazione regalandoci una pellicola leggera ma non banale in cui le trovate comiche, sempre azzeccate, si susseguono con un ritmo sostenuto senza tempi morti o cadute di tono. Peccato per il finale conciliatorio alla "volemose bene", nota stonata in un'opera che sarebbe stata certamente degna di una migliore distribuzione. Andrea Leggeri |
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