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TAXI LOVERS
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Regia: Luigi Di Fiore
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Sceneggiatura: Dino Gentili, Filippo Gentili
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Cast: Elisabetta Cavallotti, Edoardo Leo, Alberto Rossi, Ettore Bassi, Valentina Chico, Massimiliano Caroletti, Alberto Rossi, Paolo Gasparini, Alberto Di Stasio, Sergio Fiorentini
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Fotografia: Duccio Cimatti
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Montaggio: Eigenio Alabiso
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Scenografia: Gianni Quaranta
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Costumi: Samantha Marsili Libelli
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Origine: Italia, 2005
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Durata: 80’
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- Durante un’innocua serata passata guidando il suo taxi, Massimo si trova a caricare Giovanna, proprietaria di un atelier situato nelle vie centrali di Roma. Durante la medesima serata Marco, il ragazzo di Giovanna, sta per concludere un affare da svariati milioni di Euro, la vendita della Sim Card di un normale cellulare, contenente preziose informazioni ….
- Come nelle migliori commedie thriller, composte da equivoci e inseguimenti notturni, ripresi in soggettiva, il regista Luigi Di Fiore imbastisce una prima opera degna di nota ma che è stata proposta nelle sale in una forma insufficiente e anonima. Colpevolmente snobbato il film di Di Fiore diviene un buon prodotto con alcune lacune preventivabili, trattandosi dell’opera prima di un regista esordiente, me che non ne snaturano comunque la validità e la scelta di un’idea non comune a molti film di casa nostra.
- Di Fiore, spalleggiato dalla sceneggiatura di Dino e Filippo Gentili, saccheggia a piene mani dalla letteratura e dal cinema thriller di oltre oceano, o semplicemente di oltre manica, confezionando una trama sufficientemente serrata, se pur dotata di stereotipi già apprezzati altrove: il killer muto, l’equivoco, gli inseguimenti e i problemi esistenziali del protagonista, basti pensare che in fin dei conti una trama molto simile era stata impiegata da Michael Mann per il suo Collateral (Id., Michael Mann, 2004).
- Trama quindi già vista, ma a volte anche troppo frammentaria. Le riprese in soggettiva sul taxi “Parma 11”, che guidato da Massimo fende le strade buie della capitale, vengono impreziosite da uno schizofrenico impiego di filtri e musica che portano alla mente dello spettatore il trip di un acido, al tempo stesso però la trama non si sa se possa virare verso il genere thriller: la sim card che smarrita deve essere recuperata a ogni costo, e altresì venato da tinte rosa, per la storia che sta per nascere fra Giovanna e Massimo, risultando un ibrido cheva perdendosi in lacune di forma provocate da dialoghi eccessivamente tortuosi a tal punto da sembrare finti, senza capo né coda, e un impiego di personaggi di contorno la cui psicologia risulta essere ben poco approfondita. Il tutto probabilmente viziato non solo dall’inesperienza del regista ma anche dalla, probabile, troppa voglia di mettere molta carne al fuoco correndo il rischio di rendere difficoltosa una trama nel complesso semplice e funzionale alla bisogna: un colpo progettato nei minimi dettagli, che può garantire, a chi lo porta a compimento una vita piena di agii e ricchezze, una donna che si trova a vivere con l’uomo sbagliato, un trentenne che scontento della propria vita che come tutti i co - protagonisti si troverà invischiato in una vicenda decisamente troppo al di sopra sia delle proprie che delle altrui possibilità.
- Una menzione finale anche per gli attori non di “primissimo pelo”, ma poco avvezzi al grande schermo e più inclini al patinato mondo della TV, su tutti il protagonista: Edoardo Leo, qui nel ruolo di tassista con numerosi problemi esistenziali e visto per ben due serie del nostrano Un Medico in Famiglia, figlio, nella pellicola, del caratterista romano Sergio Fiorentini, anch’egli protagonista di numerose fiction per mediaset e rai :Distretto di Polizia e Il Maresciallo Rocca su tutte.
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- Ciro Andreotti
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