IL TEMPO DEI LUPI
 
Titolo originale: Le temps du loup
Regia: Michael Haneke
Cast: Isabelle Huppert, Béatrice Dalle, Patrice Chéreau, Olivier Gourmet, Brigitte Roüan, Daniel Duval, Philippe Nahon, Rona Hartner, Maurice Bénichou
Sceneggiatura: Michael Haneke
Fotografia: Jurgen Jurges
Scenografia: Christoph Kanter
Montaggio: Monika Willi - Nadine Muse
Costumi: Lisy Christl
Suono: Jean-Pierre Laforce - Guillaume Sciama
Origine: Francia/Austria, 2003  
Durata: 110'

 



In un futuro non meglio specificato, una calamità misteriosa ha sconvolto il mondo. Mancano acqua, energia elettrica, carburante, cibo. Nelle campagne francesi una donna con i suoi due figli (il marito viene fatto fuori dopo appena cinque minuti di film!) si ritrova a dover sopravvivere in un mondo ostile in cui la mancanza di mezzi di sostentamento ha reso gli uomini come lupi. Dopo ildisperato girovagare senza meta alla ricerca di acqua e cibo i tre malcapitati finiscono nel deposito di una stazione ferroviaria, dove ci sono anche altri sopravvissuti, insieme ai quali aspetteranno l’arrivo di un fantomatico treno che dovrebbe portarli verso la salvezza…Forse.
L'ultimo film di Michael Haneke rimane abbastanza indecifrabile. Tutto si può presumere ma di niente riusciamo ad avere conferma. Si presume siano le campagne francesi dai nomi dei protagonisti ma non se ne ha conferma. Si presume che ci sia stata una crisi energetica ma non se ne ha conferma. Si presume che il treno della fine porti i sopravvissuti in salvo ma non se ne ha conferma. Haneke si guarda bene dal dare delucidazioni e preferisce esasperare il realismo della storia con la totale assenza di colonna sonora e riprese notturne quasi prive di illuminazione (alcune scene sono addirittura completamente buie con la sola presenza dei rumori di fondo). Alla fine meno sgradevole e pessimista del solito ma purtroppo più tedioso. Il cast, quando lo si riesce a vedere in questa continua, irritante penombra, è pure interessante: per la seconda volta dopo “La pianista” ritroviamo la Huppert, che però a circa metà film scompare dalla scena (!!!), la Dalle, Olivier Gourmet e Patrice Chereau, regista di “Intimacy” e attore per Haneke. Purtroppo questo “Tempo dei lupi”sembra un film poco riuscito. Ad un certo punto si parla pure dei 36 saggi della parabola ebraica, citati da Borges, quelli che reggerebbero sulle spalle il peso del mondo, poi di una leggenda sulla purificazione dei mali del mondo attraverso un sacrificio nel fuoco. Bo?
Stroncato un po’ovunque e fischiatissimo pure al festival di Cannes 2003 (dove solo due anni prima aveva trionfato con “La pianista”), “Il tempo dei lupi” esce in ritardo di un anno nel periodo pre-estivo, periodo pressoché morto. Questo la dice lunga sulla pericolosa mutevolezza della critica (non solo italiana). Un simile atteggiamento era stato riservato anche a “Pinocchio” di Benigni (dopo i fasti di “La vita è bella”), anche se in realtà era uscito in mezzo mondo! Al contrario di questo film che invece escein pochissime copie.

 

Marco Catola