THE BANK

Regia: Robert Connolly
Sceneggiatura: Robert Connolly
Direttore della Fotografia: Tristan Milani
Musica: Alan John

Scenografia: Luigi Pittorino
Costumi: Annie Marshall
Distribuzione: Fandango
Cast: David Wenham, Anthony LaPaglia, Sibylla Budd, Steve Rodgers, Mitchell Butel, Mandy McElhinney, Greg Stone
Origine: Australia, 2001
Sito: www.fandango.it

The bank è un film blu. Non in senso jarmaniamente assoluto ma a livello di colori, sfumature, atmosfere. Se si eccettuano la scena del party(in cui peraltro la moglie del boss sfoggia uno splendido abito blu!) e il flashback finale, tutta la fotografia è virata al blu. Gli occhi di Wenham sono blu, i grattacieli sono blu, gli uffici sono blu, le limousine sono blu, le giacche, le camicie, le cravatte sono blu, perfino le schermate dei computer sono blu. Avvalendosi di questa avvolgente atmosfera monocromatica, Connolly, già produttore(l'anno scorso ha prodotto "La maschera di scimmia") e qui anche sceneggiatore, oltre che regista, costruisce un thriller fanta-economico in cui la suspense si fonda su formule matematiche e software (più che su morte e violenza) e l'ambiguità dei personaggi(primo fra tutti lo stesso Wenham, un genio matematico che si rivela alla fine una specie di Robin Hood del 2000) non consente una facile delucidazione su chi siano i buoni e chi i cattivi. Certo la posizione di Connolly è inequivocabile: il nemico pubblico numero uno è la banca. In realtà il dubbio resta: sono le banche che agiscono nel proprio interesse sfruttando i cittadini senza etica né morale o sono i cittadini che gestiscono i propri soldi ingenuamente fidandosi di queste megastrutture robotiche senza un minimo di umanità? Per Connolly questo dubbio non esiste: le banche sono il male, bisogna annientarle e la soluzione escogitata da Wenham riflette(e lo si percepisce da subito) il desiderio quasi luciferino del regista di liberare l'uomo da una nuova schiavitù feudale. Certo rimane decisamente inquietante(forse per il risvolto realistico che ne deriva) la descrizione dei capi della banca, a metà tra gli Yuppies anni '80 vestiti rigorosamente in blu e i fratelli di Cosa Nostra aggiornati allo stile manageriale di oggi, tra cui spicca Anthony Lapaglia, un moderno Al Capone che si considera onnipotente("Sono come Dio ma mi vesto meglio!").

Marco Catola