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THE FIGHTING TEMPTATIONS Regia: Jonathan
Lynn
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| Tornato
in Georgia dopo tanti anni per intascare la corposa eredità della
zia Sally, Darrin Hill, pubblicitario appena licenziato e in ovvia crisi
economica, scopre che per poter incassare i soldi deve prima esaudire l'ultimo
desiderio della defunta: rimettere in sesto il coro gospel della Chiesa
di Beulah e condurlo al successo nel concorso annuale Gospel Explosion.
Impresa non certo semplice considerando il fatto che Darrin non sa assolutamente
nulla di musica, che in città i cantanti scarseggiano e che Lilly,
l'unica persona veramente di talento, non ne vuole sapere di entrare nel
coro e di partecipare alla manifestazione annuale. Darrin deve anche superare
le resistenze morali della comunità di fedeli (dalla zitella bigotta
che mette i bastoni tra le ruote a tutti, allo "scemo del villaggio",
ai detenuti colpevoli di omicidio ma dal cuore tenero fino al reverendo
mite e pavido). Darrin è sul punto di arrendersi e rientrare a New
York finché l'incontro con Lilly si rivelerà fondamentale
non solo per il coro gospel ma anche per il suo cuore. Il film, scritto da Elizabeth Hunter e diretto dall'esordiente Jonathan Lynn, prende il titolo dal nome del coro gospel in questione ("The Fighting Temptations" appunto) ed è una commedia senza troppe pretese che fa della musica il suo punto di forza anche se non è un vero e proprio musical. Si avvale della prosperosa presenza della cantante R & B Beyoncé Knowles, ex leader delle Destiny's child, vista di recente nel demenziale "Austin Powers Goldmember", e di Cuba Gooding jr, sopravvalutatissimo attore di colore, vincitore immeritato di un oscar come attore non protagonista per "Jerry McGuire", ormai da un po' di anni sempre più coinvolto in mediocri filmetti come questo "The Fighting Temptations". Inutile dire che "The Fighting Temptations" è stato negli Usa e in Gran Bretagna un clamoroso flop e da noi infatti è inevitabilmente uscito d'estate e in pochissime sale. Marco Catola
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