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THE MOTHER Regia: Roger
Mitchell
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madre del titolo è May, una dolce vecchina che ha perso il marito
da poco e per paura di restare sola si trasferisce in città dai figli.
Figli che però non la vogliono tra i piedi. Il figlio non ha mai
tempo di stare con lei, preso da mille appuntamenti per gestire una vita
iperattiva ed extralusso che in realtà va a rotoli. La figlia, fallita
cronica, vive in costante contrasto con lei e finirà per cacciarla
una volta scoperto che se la fa con il suo aitante compagno. Trovandosi
faccia a faccia con un tipo di realtà completamente diversa, May
scoprirà sulla propria pelle cosa vuol dire veramente essere una
madre. Commedia dolceamara sulla terza età diretta dal regista di Notting Hill (!!!) e sceneggiata da Kureishi (lo stesso di Intimacy), The mother si insinua nel poco esplorato mondo degli anziani attraverso lo sguardo intenso e triste di May, una donna che per tutta la vita ha finto di stare bene per non far soffrire gli altri e adesso, rimasta sola, non vuole più mentire a se stessa. La famiglia è un valore che nella società di oggi è solo apparenza. L'amore filiale non esiste. La madre è una seccatura per tutti. L'ipocrisia che regna nella quotidianità non lascia spazio alla vita, la vita vera. E non è mai troppo tardi per buttarsi alle spalle il passato e ricominciare tutto da capo. L'importante è esserne consapevole dopodiché anche se le rughe ti solcano il viso ed il passo non è più rapido come una volta si può partire verso una nuova vita. Chi l'ha detto che ad una certa età una donna non possa ancora sentire la voglia di fare sesso, la voglia di amare, la voglia di scappare (con un uomo più giovane magari)? Eppure un corpo nudo non più fresco come una rosa infastidisce e se poi si unisce a quello bello e prestante di un sensuale giovanotto allora davvero che suscita sdegno! Perché? Solo perché si pensa che gli anziani non siano sessualmente attivi e che sia amorale vedere una vecchia che fa l'amore con un giovane? In realtà il sesso è solo un mezzo per avvicinarsi, per conoscersi, per sentirsi vivi e non ha niente a che vedere con la moralità. May alla fine se ne rende conto ed è per questo che sceglie di lasciare l'aridità dei sentimenti, l'ottusità dei sensi e la mediocrità della vita ai giovani preferendo scappare non sa bene neppure lei dove ma di sicuro sola e libera come il vento. Marco Catola |
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