 |
|
The mystic
masseur
Titolo italiano:
Il mistico massaggiatore
Regia: Ismail Merchant
Interpreti: Aasif Mandvi, Om Puri, Ayesha Dharker, Zohra Segal, James
Fox, David Sammy, Eddie Yearwood
Sceneggiatura: Caryl Phillips
Fotografia: Ernie Vince
Musica: Richard Robbins, Zakir Hussain
Produzione: Merchant-Ivory Productions/ Pritish Nandy Communications/
Video Associates Ltd
Distribuzione: Mikado
Durata: 1h e 57'
Origine: India, 2001
Sito: www.mystic-masseur.com
|
|
|
|
Un insegnante
di Port of Spain, capitale di Trinidad, di nome Ganesh Ransumair, decide
alla morte del padre di fare ritorno nel suo villaggio natio per diventare
scrittore. Sposa la bella e dolce Leela, figlia di un suo vicino, Ramlogan,
avaro e disonesto, ed intraprende la professione del padre, di mistico-guaritore,
per racimolare qualche soldo. Con il proposito sempre di onorare la memoria
paterna ed intento a divenire qualcuno, la sua vita cambierà non
appena intraprenderà la carriera politica, vista come stimolo e
cambiamento. Ma Ganesh appartiene al proprio paese, al suo popolo.
Ultimo film del regista-produttore, Ismail Merchant, tratto dall'opera
dello scrittore V. S. Naipul ( Premio Nobel per la letteratura 2001),
The Mystic Masseur è un'opera vivace che dona colore e musica alla
tradizione indiana, rivissuta ai tropici di Trinidad. Presentato a Roma
al Festival del Cinema Asiatico 2002, il regista di "In Custody (1993)"
e di "The Proprietor (1996)" rappresenta in questo film una
perfetta fusione tra Oriente ed Occidente. L'Asia continua ad essere il
continente cinematografico più fertile al mondo, forse perché
in tempi di globalizzazione, i registi asiatici sanno rinnovarsi attingendo
alle loro tradizioni e ad una memoria cinematografica che l'Occidente
pare aver smarrito. The mystic masseur parte dall'anno 1954, quando Ganesh
incontra Partap, un ragazzo che curò precedentemente da una strana
nube, ed insieme vanno nella famosa Biblioteca di Oxford, centro del mondo
letterario. Un lungo flashback ci trasporta nel 1943, narrandoci la storia
di questo uomo, grande quanto la propria ambizione, contrassegnata da
humour, pathos e calore verso un paese in cui è possibile gustare
la pace e la tranquillità per poter scrivere libri, "suoi
figli". Andrà in Inghilterra, ma l'ambiente corrotto della
metropoli lo riporteranno nella sua terra, rispettando così le
proprie origini. Il film è piacevole, ma non cerca di sviluppare
il rapporto di Ganesh con la moglie. Gli attori indiani risultano molto
bravi ad impersonare i propri personaggi e la fotografia, molto suggestiva,
rammenta la luce e la natura delle tipiche atmosfere indiane.
Grazia Monteleone
|
|