THE TRACKER (LA GUIDA)

Regia: Rolf de Heer
Cast: David Gulpilil, Gary Sweet, Damon Gameau, Noel Wilton, Grant Page
Sceneggiatura: Rolf de Heer
Fotografia: Ian Jones
Origine: Australia, 2002
Durata: 95'
Sito: www.fandango.it



1922. Australia. Tre poliziotti (il Fanatico, il Segugio e il Veterano) a cavallo e un aborigeno (la Guida) inseguono un nero (il Fuggitivo) accusato di aver ucciso una donna bianca. I rapporti tra loro quattro sono ben delineati. Il Fanatico è il capo, è spietato e senza remore, il Veterano è più saggio ma non agisce e pensa, il Segugio è un pivello alla sua prima missione come poliziotto. I giochi sembrano fatti perché la Guida viene incatenata per evitare un possibile tradimento. La realtà non è però quello che sembra. I ruoli ben presto si invertono, il Veterano viene fatto fuori, il Segugio imprigiona il Fanatico e la Guida resta libera. Ma siamo sicuro che non rientrasse tutto in un piano da tempo escogitato dal misterioso aborigeno?
Originalissima rivisitazione del western (australiano) in chiave razzista in cui la verità non è mai ciò che appare ma è soggetta a continui ribaltamenti, in cui i punti di vista si invertono e le chiavi di lettura si moltiplicano.
La guida è una sorta di diavoletto delle montagne che tesse i fili di un gioco psicologico ed illusorio che partendo da assiomi che la società bianca dà per scontati li annulla e li rinnova suggerendo che la verità non è per tutti uguale e che le leggi di un popolo valgono come quelle di un altro. Non si impone uno status quo ma lo si può accettare.
Imprescindibili dalla comprensione del film le musiche (le canzoni interpretate dal cantante indigeno Archie Roach spiegano la condizione aborigena e scandiscono lo sviluppo narrativo) e i dipinti di Peter Coad che sostituiscono i momenti cruciali come i massacri degli aborigeni sulle montagne senza intaccarne la crudezza e la veridicità.

Marco Catola