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TI DO I MIEI OCCHI Titolo originale:
Te doy mis ojos
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| Una
donna, Pilar, una sera fugge di casa col figlio Juan, prima che giunga dal
lavoro il marito, Antonio. Disperata si rifugia dalla sorella Ana, che l'aiuta
a trovare lavoro e a cambiare vita. Antonio senza di lei si sente perduto.
Convintala a ritornare con lui, le promette di cambiare definitivamente,
ma subito ricomincia a diventare brutale con lei, non capendo il vero motivo,
che la spinge a dedicarsi al suo nuovo lavoro di guida nel museo. Dopo l'ultima
tremenda scenata, in cui l'espone nuda dal balcone, Pilar sente di non amarlo
più e con coraggio, aiutata dalle sue colleghe, fa le valigie, lasciandolo
solo nel suo appartamento. Girato da una donna, Iciar Bollain, regista, sceneggiatrice, ma anche attrice di "Terra e libertà, 1995" di Ken Loach, "Ti do i miei occhi" è attento al problema della violenza, che subiscono molte mogli costrette a subire l'ira e le violenze dei mariti. Molte di esse non hanno il coraggio di andarsene. Il film di questa regista spagnola è molto bello con una solida sceneggiatura e, soprattutto, due bravissimi attori (Laia Marull e Luis Tosar), capaci di far rivivere in modo molto reale il loro ménage coniugale, che cerca disperatamente di non naufragare. Bollain, adottando una messa in scena essenziale e rigorosa, si affida totalmente alle straordinarie interpretazioni di tutto il cast. Laia Marull impersona una donna timida, che da succube del marito e priva di personalità, cresce fino a divenire vitale; Luis Tosar riesce a dare credibilità ed adeguata caratterizzazione psicologica al suo personaggio, con una recitazione fatta di enigmatici silenzi ed improvvise esplosioni. La cinematografia spagnola è forse quella più sensibile ai problemi delle donne e questo film lo dimostra. Vincitore di ben sette premi Goya 2004, "Ti do i miei occhi" denuncia un problema drammatico: quello delle donne maltrattate, che come Pilar fanno di tutto per salvare il loro matrimonio, dandosi e sottomettendosi del tutto ai loro uomini. Si tratta di un tema attuale, ampiamente documentato dal film, e spesso taciuto dalle vittime. Antonio ama Pilar talmente tanto da provare gelosia in tutto ciò che fa. Vorrebbe che lei fosse sua e di nessun altro; abusa di lei anche se ammette di amarla più di se stesso. Da sfondo al loro triste matrimonio c'è la città di Toledo con i suoi splendori artistici, la sua importanza storica e religiosa, dove il loro amore oppressivo, fatto di paura, controllo, potere non tarda a durare. Le persone, che gravitano intorno a loro, rendono ancora più precario il loro rapporto: la madre giustifica la situazione; la sorella, Ana, si reputa di non avere fatto abbastanza per la sorella; il figlio vede tutto, ma non può dire/fare nulla; le amiche aprono alla donna, finalmente, la porta verso la libertà. Grazia Monteleone Intervista a Iciar Bollain D: Per la
scelta del tema si è basata su particolari fatti di cronaca? Grazia Monteleone
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