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Ti
voglio bene Eugenio
Regia: Francisco
Josè Fernandez
Interpreti: Giancarlo Giannini,Giuliana De Sio,Jacques Perrin,Riccardo
Garrone,Annamaria Petrova, Chiara De Bonis
Fotografia: Luciano Tovoli
Musica: Umberto Staila,Ninì Salerno
Montaggio: Francesco Malvestito
Produzione:Arcipelago cinematografica
Distribuzione:Lantia
Italia 2001
Durata: 1h e 35'
Sito: www.lantia.it
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Eugenio è
un down di mezz'età, generoso e sornione, che vive da solo nella
sua casa immersa nella campagna e si occupa di giardinaggio e volontariato
in ospedale. Qui accudisce Laura (Chiara DeBonis), una ragazza vittima
di un incidente automobilistico, che ha perso la voglia di ricominciare
a vivere e figlia di Laura, un amore impossibile della sua adolescenza,
che lasciò il paese per sposare un uomo molto più grande
di lei.
In attesa di Io mi chiamo Sam,sono molti i film che hanno come protagonisti
personaggi disabili.In Ti voglio bene Eugenio,il regista, che ha un figlio
affetto della Sindrome di Down,tratteggia una storia delicata e difficile
da portare sul grande schermo,cercando,tuttavia, di illustrare il mondo
interiore di ragazzi come il suo.Anche se, involontariamente, cade nell'eccessiva
banalizzazione,il film resta la storia di un maturo down che ha trovato
la chiave di una vita serena e tranquilla e che riesce a trasmettere il
suo equilibrio interiore a coloro che lo circondano. Giannini,(attore
notevole e accettabile doppiatore di Al Pacino) propenso ad accettare
qualsiasi ruolo (non importa di quale spessore),ci fa entrare nel mondo
down attraverso un profondo sguardo,con quegli occhi che spesso rimandano
a qualcosa di speciale,di ormai dimenticato. Fernandez,forse preoccupato
di non fare un film troppo incentrato sull'argomento dell'handicap,cerca
di spostare l'attenzione su elementi narrativi -quali i conflitti generazionali,l'incesto,la
miopia affettiva,il senso di colpa materno - che colorano di melodramma
la vicenda. L'universo dei down è fatto di dolcezza,ironia (antidoto
naturale alle tristezze quotidiane),sensibilità infinita che contagia.
Il film ,su cui il regista ha lavorato per ben otto anni, racconta la
normalità di un diverso e la realizzazione del suo impossibile
desiderio di essere amato da una donna "normale". Eugenio ,saggio
di cose vissute e sofferte,ma anche colmo di amore per la vita, con la
sua purezza e forza d'amore riesce a far riflettere gli esseri umani sulla
loro odiosa grettezza. Basta un suo semplice sguardo per farci ritrovare
il vero centro della storia.
Grazia Monteleone
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