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Tra due mondi Regia: Fabio
Conversi
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| La
Sicilia del 1857 è in fermento: corre voce che Garibaldi sia sbarcato
e braccianti e contadini sono pronti a combattere al suo fianco per l'indipendenza
della loro terra. Al comandante Loyola, in procinto di lasciare l'armata
borbonica per tornare in Francia, viene affidato un delicato compito, quello
di portare il pericoloso bandito Grifone a Messina. Qui il sovversivo verrà
fatto imbarcare per il continente per essere giustiziato. Per Loyola è
soprattutto una questione d'onore: anni prima Grifone gli aveva portato
via la fidanzata proprio il giorno delle nozze. In compagnia del sergente
Uzeda, il comandante e il bandito si mettono in cammino. Realizzare un film in costume è sempre un atto di coraggio, visti anche i disastrosi risultati al botteghino di opere del genere, e di questo va reso merito a Fabio Conversi. Il regista ce la mette tutta per svolgere diligentemente il proprio compito, riuscendo, anche grazie ad una buona ricostruzione d'epoca, a ricreare in modo soddisfacente le atmosfere e gli umori di una terra in rivolta, divisa tra il desiderio di indipendenza e la paura per un futuro incerto. Purtroppo i suoi sforzi sono vanificati da una sceneggiatura ai limiti del risibile, che mette in bocca ai protagonisti frasi banali e scontate riducendo il tutto ad un fumettone sentimental-storico, soprattutto quando la Storia universale si incrocia con le vicende private dei protagonisti. Michele Placido si limita a fare da spalla (purtroppo la maggior parte delle frasi fatte passa per bocca del suo personaggio, e la sua bravura ne è mortificata), tra Stéphan Freiss che incarna l'uomo d'onore, e Lorenzo Crespi ormai a suo agio nei film in costume, mentre la Angelica interpretata da Bianca Guaccero è un omaggio, chissà quanto voluto o casuale, alla Cardinale de "Il Gattopardo", tanto da assumerne anche il nome. Per la cronaca, il film è stato girato nel 2000 e per problemi di produzione è arrivato sugli schermi solo ora. Meglio tardi che mai? Mah Simona Ottavo Intervista a Fabio Conversi, Lorenzo Crespi e Bianca Guaccero Signor Conversi, come mai questo interesse per il Risorgimento? E' stata una sfida. La sceneggiatura mi è stata proposta dai due autori, Claver Salizzato e Vito Zagarrio. Abbiamo incontrato difficoltà per le location, poi si è creata una specie di magia dovuta alle scenografie, alle comparse. Il film è costato circa 6 miliardi, abbiamo girato tutto in provincia di Ragusa, il luogo perfetto, con queste case incredibili, come quella in cui vive Angelica. Ho trovato molta solidarietà da parte delle comparse, cominciavano a vestirsi già dalle 5 del mattino. Hanno affrontato la lavorazione con passione ed entusiasmo. La sceneggiatura è di due saggisti e professori universitari e in effetti vi si trovano molte frasi stereotipate. Non ha trovato difficoltà ad entrare in una storia così ponderosa? In fase di stesura si trovano sceneggiature in cui c'è scritto di tutto. Ho partecipato personalmente ai dialoghi e ho tagliato molto. E' vero che il personaggio di Michele Placido parla per luoghi comuni,ma perché vuole rappresentare l'uomo medio, diviso tra il vecchio e il nuovo. C'è anche da dire che sono passati tre anni, oggi forse cambierei qualcosa. Emerge più la storia personale che quella universale E' vero, volevamo fare un film storico ma tutto filtrato attraverso gli uomini. Lorenzo Crespi, cosa ti ha attirato nel tuo personaggio? Dopo "Marianna Ucria" e "Federico II" è quasi un abitudine per me interpretare personaggi siciliani in costume. E' sempre una gioia poter esprimere la passione per la mia terra, in questo caso vedere sullo schermo le scene di massa mi ha molto emozionato. Grifone all'inizio sembra un bandito, ma poi ci si rende conto che è solo un siciliano attaccato alla sua terra, pronto a combattere per difenderne la libertà. Bianca Guaccero, parlaci del tuo personaggio La magia del cinema è proprio far rivivere personaggi così lontani nel tempo. In quell'epoca si dava molta importanza ai gesti , agli sguardi, alle parole. Angelica in apparenza è una principessa viziata, in realtà è una donna molto forte, divisa dall'amore per due uomini. Mi ha fatto molta tenerezza rivedermi, avevo compiuto da poco 18 anni all'epoca delle riprese. La lavorazione è stata faticosa ma anche divertente, già per "Terra bruciata" avevo imparato a cavalcare e per questo film ho affinato la mia tecnica. Simona Ottavo
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