Tripla identità

Titolo originale: Miranda
Regia: Marc Munden
Sceneggiatura: Rob Young
Interpreti: Cristina Ricci; John Simm; Kyle Maclachlan; John Hurt
Durata: 93'
Distribuzione Italia: Minerva Pictures



Chi è Miranda? La dolce ballerina apparsa, come una nuova "Vergine Maria", per illuminare la vita del triste bibliotecario Frank, oppure la cinica femme fatale che non esita a sfruttare il proprio corpo e il fascino femminile per ammaliare vecchi uomini d'affari e vendergli immobili che non esistono? Frank conosce Miranda e se ne innamora perdutamente proprio mentre la ragazza frequenta il suo posto di lavoro per organizzare un nuovo colpo, la vendita ad un uomo d'affari giapponese della biblioteca in corso di demolizione. Nonostante l'inizio non incoraggiante la loro storia d'amore sembra andare, fino a quando non fanno la loro apparizione Christian il "tutore" di Miranda, il suo amante, colui che la ha condotta sulla via dell'inganno, la mente ideatrice dei loschi affari che la ragazza conclude con tanta freddezza, e Nailor, un multimilionario feticista ossessionato dal desiderio di fare sesso con Miranda e di realizzare con lei le proprie fantasie erotiche.
In un grande calderone bollente Marc Munden, regista televisivo al suo esordio sul grande schermo, attingendo dalla sceneggiatura di Rob Young, uno dei più apprezzati sceneggiatori del Regno Unito, infila gli ingredienti giusti per un cupo thriller abbinato ad una travolgente storia d'amore, ma qualcosa non funziona, la sceneggiatura ha dei vuoti enormi e se aggiungiamo i dialoghi alquanto improbabili, il risultato non è altro che confusione e comicità involontaria. Cristina Ricci è poco credibile nei panni della dark lady capace di incatenare a sé tutti gli uomini che incontra, mentre Kyle Maclachlan incarna benissimo il pazzo sadico ossessionato dal sesso, nonostante le sue battute siano spesso ridicole.
Ultima perplessità, questa volta per la distribuzione italiana, era proprio necessario sostituire il titolo originale, Miranda, con Tripla identità, quando alla protagonista si può al massimo affibbiare una doppia personalità?

Anna Lai