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Tropical Malady ho potuto elaborare e raccontare la mia fascinazione
verso i misteri e i paesaggi nascosti. Il film è un racconto di
amore e oscurità, radicato nella memoria”.
Così descrive il suo terzo lungometraggio Apichatpong Weerasethakul,
giovane regista tailandese autore di “Blissfully Yours”,
film vincitore del premio speciale per la sezione un Certain Regard al
Festival
di Cannes nel 2002.
Strutturalmente il film è diviso in due parti. Nella prima si racconta
la storia d’amore omosessuale tra Tong, un ragazzo di campagna che
vive con la famiglia in un tranquillo villaggio di contadini, e Keng, un
giovane soldato che, nella seconda parte, si inoltra da solo nel cuore
della giungla sulle tracce di una crudele bestia selvatica, responsabile
dell’uccisione di alcuni animali.
La suddivisione in due piani distinti determina un cambiamento di registro
narrativo; la storia d’amore tra i due ragazzi è interpretata
in modo estremamente realistico, il loro rapporto è profondo e sincero
ed insieme vivono momenti di grande felicità. Nel momento in cui
Keng lascia il villaggio alla ricerca della tigre ed inizia il suo percorso
nella giungla, quest’ultima diventa protagonista assoluta, come un
grande specchio della vita nel cui riflesso il protagonista si smarrisce
recuperando, nello stesso tempo, il ricordo del suo amato. In questo si
concretizza il collegamento tra le due parti, i ricordi della prima avvalorano
la seconda e viceversa, lasciando a Keng il compito di rappresentare il
legame tra i due mondi, quello reale e quello degli spiriti che popolano
la giungla. E’ proprio questa chiave simbolica, insieme ai ritmi
lentissimi e all’ambientazione claustrofobia, che rendono "Tropical
Malady" un’opera indubbiamente faticosa per il pubblico occidentale
ma assieme ricca di fascino.
Anna Lai
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