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TUCK EVERLASTING Regia: Jay
Russel
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Tuck sono una famiglia particolare. Sono immortali (everlasting appunto).
Sì, proprio come Highlander passano da una generazione all'altra
senza mai invecchiare. Per loro il tempo si è fermato grazie ad una
fonte magica che regala la vita eterna. Tutto sembra filare liscio finché
un giorno non spunta all'orizzonte un misterioso uomo dall'abito giallo
che vuole impadronirsi del loro segreto
Dopo il terrificante "Holes", fatto uscire in sordina dalla Buenavista quest'estate, ecco che torna nelle sale un'ennesima favoletta tutta melassa e buoni sentimenti targata come sempre Walt Disney. E la Buenavista ha pensato bene di farla uscire ancora più in sordina. E a dire la verità forse ha fatto proprio bene. Tuck everlasting è basato sull'omonimo romanzo per bambini di Natalie Babbit, bestseller negli Stati Uniti ma solo lì! La storia è quello che è, un intrigo esile esile in cui la vera protagonista non è tanto questa famiglia "miracolata e miracolosa" quanto Winnipeg, la giovane ragazza che si innamora del secondogenito Tuck e che, nonostante la tentazione dell'amore e della vita eterni, preferisce restare mortale e continuare la sua vita da aristocratica ribelle e anticonvenzionale. Come in "Holes" anche qui il cast è davvero stellare: Sissy Spacek e William Hurt nel ruolo dei genitori Tuck, davvero più spaesati che mai, (lei non ha le phisique du role per la bovara melensa con cappello di paglia, lui è ormai da un decennio che non azzecca più un film!), Ben Kingsley nel ruolo del cattivo ci sta come i famosi cavoli alla famosa merenda, la rediviva Amy Irving si difende ancora bene anche senza ricorrere al bisturi. I due giovani protagonisti sono forse gli unici decenti in questo "magico" pastrocchio: Alexis Bledel, famosa per la serie tv "Gilmore girls", arrivata anche da noi con il tremendo titolo di "Una mamma per amica", è semplicemente stupenda, e Jonathan Jackson, seppur rachitico, si conferma gran volto da cinema e gran talento come già si era notato nell'inquietante "Skeletons in the closet". Una particolarità: la voce narrante è di Elisabeth Shue. Eh sì visto che negli States non la fanno più recitare almeno le fanno leggere le favole! Marco Catola
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