TU DEVI ESSERE IL LUPO

Regia:Vittorio Moroni
Sceneggiatura:Vittorio Moroni
Cast: Ignazio Oliva, Valentina Carnelutti, Valentina Merizzi, Sara Damario, Gianluca Gobbi
Fotografia: Saverio Guarna
Montaggio: Clelio Benevento
Musica: Mario Mariani
Suono: Andrea Moser
Origine: Italia, 2003
Durata:95’
Distribuzione:  MYSELF distribuzione + PABLO

 

 



Valentina non ha mai conosciuto la madre, ha sempre vissuto con il padre Carlo, un giovane tassista con la passione per la fotografia. Il loro rapporto è molto stretto ma anche così esclusivo da non permettere interferenze. A 15 anni Valentina non riesce più ad essere quella di prima sommersa da mille domande a cui non trova una risposta. Tra i due cominciano a farsi strada i primi segni di stanchezza e, mentre Carlo deve fare delle scelte, Valentina è combattuta tra sentimenti diversi: da un lato vorrebbe ribellarsi e urlare il suo dolore, dall’altro ha paura di perdere anche suo padre e di rimanere sola. L'incontro con una donna che sembra pronta a una convivenza con Carlo spingerà padre e figlia a risolvere i loro conflitti...
“Non devi essere il lupo” rientra , ahimé, in quella serie neppure troppo esigua di film italiani che hanno ottenuto il finanziamento statale con il famigerato articolo 8 ma che una volta finite le riprese non sono riusciti a trovare un canale di distribuzione adeguato. Il film è stato girato nel 2003 ma esce solo adesso, con un ritardo di ben due anni. E non sarebbe mai uscito se il giovane regista, Vittorio Moroni, autore già premiato nel 1997 con il Sacher d'argento per il documentario “Eccesso di zelo” e vincitore già due volte, nel 1998 e nel 2003, del Premio Solinas per il miglior soggetto originale, non avesse deciso di distribuire autonomamente il proprio film. Incredibile ma vero. La situazione generale del cinema italiano è davvero così pietosa che un povero regista esordiente per vedere il proprio film in sala è costretto a distribuirselo? Purtroppo sì e “Tu devi essere il lupo” è approdato in sala grazie alla Pablo di Gianluca Arcopinto ma soprattutto grazie a Myself, associazione di promozione e autodistribuzione cinematografica, fondata dal regista e finanziata da tutti i soci (tutto lo staff che ha lavorato al film, attori, tecnici, collaboratori ma anche chiunque fosse interessato a vedere il film offrendo un contributo minimo di 5 euro!).
Si ritorna al solito discorso: chiaramente “Tu devi essere il lupo” non è e non sarà mai un blockbuster, su questo non c’è dubbio. “Tu devi essere il lupo”è un film indipendente, piccolo piccolo ma molto intenso e poetico, oltretutto unico film italiano in concorso al Festival del Cinema Europeo di Lecce 2005, presentato con successo in Francia, nei Festival di Annecy e Villerupt, e vincitore di due premi al Festival di Ajaccio 2005, il premio speciale della giuria e per la migliore interprete, Valentina Merizzi. In nome di che cosa il film di Costantino (ma potrebbe essere un qualsiasi altro film americano o italiano) esce in 250 copie e questo non riesce neppure ad approdare in una sala? Tanto di cappello al volitivo Moroni che ha trovato una via “nuova” per rendere visibile il proprio film ma è evidente che questa non può essere una soluzione. Il film di Moroni al di là del suo innegabile valore artistico è un’ulteriore testimonianza (sempre che se ne avesse bisogno) del malessere del cinema italiano. La legge Urbani ha segnato la morte del cinema tagliando i fondi per il finanziamento statale, polverizzando quelli per la distribuzione e favorendo paradossalmente i registi non esordienti. Prendere coscienza di questo per cambiare una legge al limite dell’idiozia sarebbe già un grande passo avanti.

 

Marco Catola