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TWISTED
(ASCOLTA LA CANZONE DEL VENTO)
Regia: Matteo
Petrucci
Sceneggiatura: Matteo Petrucci
Cast: Monica Comegna, Alessandro Tiberi, Jesus Emiliano Coltorti, Angelo
Maggi, Valentina Mari
Fotografia: Roberto Forza
Scenografia: Alessandro Marrazzo
Montaggio: Paolo Albanesi
Costumi: Ilaria Albanese
Musiche: The Shazam
Origine: Italia, 2003
Durata: 118'
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Matteo e
Valentina sono fratello e sorella. Matteo studia giapponese, strabuzza
occhi e bocca quando parla e non ha amici. Valentina guarda solo Hurricane
Polimar alla tv, parla come un robot ed è odiosa come poche al
mondo. Tra loro c'è un rapporto ambiguo, morboso, al limite dell'incesto.
La loro vita scorre tranquilla tra alti e bassi finché un giorno
non conoscono per caso Stefano, un ragazzo ricco e solitario, che nasconde
un terribile segreto. E sarà proprio la "strana" coppia
a scoprire sulla propria pelle che cosa si cela dietro l'immagine candida
di Stefano.
Il film nasce con il titolo "Ascolta la Canzone del Vento",
poi ribattezzato "Twisted", ha avuto una gestazione molto lunga
(era già pronto nel 2002 ma è uscito solo adesso) e a detta
del giovane regista (classe 1976 quindi ai tempi del film aveva appena
25 anni!) "si propone di analizzare le dinamiche che regolano la
vita di una famiglia borghese attraverso l' incesto". Allora tralasciando
tutte le componenti psicosociologiche di derivazione freudiana che si
potrebbero evincere dal tema prioritario dell'incesto, si può di
certo rilevare che lo sguardo di Petrucci è lucido e freddo, non
ha assolutamente intenzione di giudicare né tanto meno di giustificare
il male. Si limita a descriverlo nella sua cruda e pura evidenza. E non
è poco visto il facile compiacimento in cui si potrebbe incappare
quando si parla di incesto e di violenza.
E' pur vero che gli attori, probabilmente diretti male e costretti a battute
imbarazzanti, recitano come cani: il povero Tiberi, abituato troppo a
doppiare e troppo poco a recitare, enfatizza anche l' espressione più
elementare, la Comegni farebbe bene a fare solo la pubblicità di
Spic e Span in cui deve pronunciare una sola battuta visto che le pronuncia
tutte con lo stesso tono, il giovane figlio di papà (presumo lo
sia visto che sono due gocce d'acqua) Coltorti riesce solo a fare le faccette
di fronte ad un programma di cucina (cosa che nessuno, nemmeno il più
folle dei serial killer, farebbe mai!).
E' apprezzabile l'impegno di Petrucci a dimostrare in ogni modo che il
suo è cinema e non televisione lanciandosi in estenuanti piani-sequenza
e insostenibili dissolvenze a nero ma purtroppo Twisted pretenderebbe
di essere un thriller psicologico ma gli eccessivi cascami intellettuali
di cui è infarcito (lo stesso Petrucci viene dalla critica cinematografica
e per di più da quella "purista" ed intransigente di
Sentieri Selvaggi!) non gli giovano affatto, anzi lo appesantisco confermando
che forse il cinema chi ne parla (e ne scrive) troppo inevitabilmente
non riesce a farlo! Eh sì la vita non è proprio come un
film di John Hughes
Marco Catola
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