L’ULTIMA ESTATE

Regia: Eleonora Giorgi
Sceneggiatura: Eleonora Giorgi
Cast: Francesca Ferrazza, Gabriele Penteriani, Michela Carpente, Roberto Farnesi, Daniela Poggi, Simone Ascani, Alessandro D'Ambrosi, Manuele Pica, Daniele Formica
Fotografia: Blasco Giurato
Montaggio: Antonio Siciliano
Costumi: Isabelle Caillaud
Scenografia: Massimo Galluzzi
Musiche: Andrea Ambrogio, Tommaso Casigliani
Distribuzione: Stella Production.
Origine: Italia, 2008
Durata: 90’
Uscita in sala: 11/12/2009
Numero di sale: 9

 

 

A distanza di vent’anni dalla sua ultima apparizione su grande schermo (Compagni di scuola di Carlo Verdone) e di cinque dal suo esordio come regista (Uomini & donne, amori & bugie), Eleonora Giorgi torna dietro la macchina da presa con L’ultima estate, ancora una volta prodotto dal MiBAC in collaborazione con il socio ed ex marito Massimo Ciavarro (oltre che con le Regioni Lazio e Sicilia dato che il film è stato girato in parte a Roma e in parte a Lampedusa).
Anche se non è passato molto tempo dal suo primo film, i vent’anni lontana dalla vita di attrice (e in particolare dalla vita sul set) sembrano proprio farsi sentire. Se nel suo film d’esordio la Giorgi puntava alto tra contrasti generazionali, amori falliti e delusioni postsessantottine, qui ha decisamente abbassato i toni rivolgendosi, come ormai succede sempre più spesso nel cinema italiano, ad un pubblico più giovane (il film è stato presentato in anteprima a Giffoni 2009). Protagonisti due teenager romani che inseguono l’amore: lui di borgata e semidelinquente; lei alto-borghese in perenne conflitto con la madre. Come in un Romeo & Giulietta moderno a separarli non è soltanto le differenza di classe ma anche il destino che riserverà per i due innamorati un epilogo inaspettato tra figli che pagano le colpe dei padri, famiglie allo sbando e colpi di scena più o meno prevedibili.
La Giorgi sembra essere rimasta ai tempi dei suoi Sapore di mare (ricicla la battuta della pizza fredda e della birra calda e riesuma pure Gianni Ansaldi!) e non si cura assolutamente né della regia (opta quasi sempre per un taglio convenzionale e sciatto) né degli attori (in particolare i giovani sono lasciati in balia di se stessi come poveri dilettanti allo sbaraglio), cosa quest’ultima decisamente strana dato che la regista è prima di tutto attrice. L’ambizione era quella di realizzare un mélo sull’adolescenza come età della scoperta, della frenesia e del primo amore. Il risultato una pochade paratelevisiva e anacronistica che non convince mai. Neppure quando sullo sfondo passa musica hip hop e i ragazzi (stra)parlano in romanesco.
Possibile che la Giorgi di Borotalco e di Cuore di cane non abbia imparato nulla dai maestri con cui ha lavorato? I casi sono due: o è passato troppo tempo da quando era la regina del cinema italiano e ha dimenticato tutto o la Giorgi che sta dietro la macchina da presa non è la stessa persona…

Marco Catola