L'ultimo bicchiere

Titolo originale: Last Orders
Regia: Fred Schepisi
Cast: Michael Caine, Tom Courtnay, David Hemmings, Bob Hoskins, Helen Mirren
Sceneggiatura: Fred Schepisi, Graham Swift
Produzione: Paul Cowan
Distribuzione: Mikado
Origine: G.B., 2001
Durata: 109'
Sito: www.mikado.it



Tre anziani amici attraversano la Gran Bretagna per raggiungere una località di mare. Hanno il doloroso compito di disperdere le ceneri di un loro compagno di lunga data, il cui figlio li accompagna nel viaggio. Durante il tragitto, fra soste in fumosi pub e in luoghi cari alla loro memoria, la storia della loro vita si dipana in una serie di flashback incastonati come scatole cinesi. Sull'onda dei ricordi riemergono la loro giovinezza, i rapporti spesso problematici creatisi in passato e perpetuatisi nel presente, segreti inconfessati e verità difficili da ammettere, che vedono coinvolta anche la moglie del defunto.
Tratto dal romanzo "L'ultimo giro" dello scrittore Graham Swift - qui co-sceneggiatore - "L'ultimo bicchiere" segna il ritorno di Fred Schepisi dopo il non esaltante "Creature selvagge" (1996). Singolare la costruzione del film, i cui tasselli si aggiungono l'uno all'altro a delineare un mosaico affascinante e complesso, in cui emergono a poco a poco le diverse personalità dei protagonisti e le vicende che negli anni ne hanno segnato l'esistenza. Un ritratto generazionale intenso e a tratti struggente, appannato purtroppo da momenti in cui il sentimentalismo si spinge oltre il lecito appesantendo inevitabilmente l'atmosfera. Resta comunque un film da vedere, soprattutto grazie al cast, che riunisce per la prima volta alcuni tra i nomi più importanti del cinema inglese. Ed è bello vederli gareggiare in bravura, in una sfida fatta di emozioni controllate e mai sopra le righe, di gesti e sguardi che riescono ancora a trasmettere emozioni profonde. Se Michael Caine e Bob Hoskins continuano a lavorare più o meno regolarmente, fa particolarmente piacere ritrovare mostri sacri come Tom Courtnay, David Hemmings ed Helen Mirren, icone degli anni '60, ormai poco sfruttati dal cinema. Invecchiati, appesantiti, ma ancora indiscutibilmente bravi. C'è da augurarsi che continuino a trovare sceneggiature e parti adatte a loro, per poter dimostrare che i vecchi leoni sanno ancora ruggire.

Simona Ottavo