ULTIMO STADIO

Regia: Ivano De Matteo
Interpreti: Valerio Mastandrea, Victoria Larchenko, Ivano De Matteo,Franco Nero, Francesca Antonelli
Sceneggiatura: Valentina Ferlan
Fotografia: Massimiliano Trevis
Musiche: Marcello Alulli, Cor Veleno
Montaggio: Fulvio Molena
Produzione: Hera International
Distribuzione: Columbia Tristar Films
Origine: Italia, 2002
Durata: 1h e 36'
Sito: www.ultimostadio.it

31 maggio 2001. Nello stadio Olimpico di Roma avrà inizio la finale della Champions League. Il vero spettacolo avrà luogo non sul campo, ma sugli spalti dove si intrecciano i drammi di cinque famiglie diverse per estrazione socio-culturale,
accomunate da una grande passione per il calcio e da un tragico destino.
Ultimo stadio, primo lungometraggio di Ivano De Matteo, autore di corti, documentari e attore teatrale, è un film corale, provocatorio, duro, violento, che mostra la volgarità, il cinismo e le nevrosi della società italiana di questi anni. I personaggi delle varie vicende si sfiorano, si incrociano, permettendo una narrazione alternata. Dai toni leggeri e dal riso si sfocia presto nel dramma.
Ultimo stadio è il racconto di una giornata e le storie non conoscono una conclusione, ma restano aperte. Si parla di storie "vere", "reali". Il calcio è solo un pretesto per far emergere la vera personalità dei protagonisti e per dimostrare come è attecchito nel tessuto sociale tanto da diventare una ossessione anche per i personaggi "minori", quali il prete, il tassista e il cameriere. Commedia "cinica" all'italiana, o meglio film sulla famiglia, argomento di moda nel cinema italiano di questo periodo. Le famiglie che appaiono nel film di De Matteo sono tutte caratterizzate da segni di disgregazione, da rapporti personali privi di affetto. Famiglie dove non c'è possibilità di dialogo, dove padri e madri risultano sempre inadeguati a compiere il proprio dovere. Inoltre, ogni gruppo di personaggio è sottolineato da un diverso genere di musica: jazz, valzer, tango, rap, musica d'autore, musica elettronica che sembra quasi sottolineare la sua angoscia e sofferenza. Sono più di 40 i personaggi ( tra cui la cortese partecipazione di Franco Nero che ha devoluto i soldi guadagnati per il film ad un villaggio di orfani ) implicati nella vicenda che alla fine arrivano al limite della sopportazione: al loro "ultimo stadio"! Per loro la vita non è divertente, non è colma d'amore. Non ci sono uomini giusti, donne belle, né adolescenti che stanno cercando di costruirsi un futuro. C'è solo la rabbia, l'incoscienza, il disinteresse e la follia. Il film è dedicato a Lupo, figlio di De Matteo e di Valentina Ferlan.

Grazia Monteleone